Connect with us

Cinema

Cinema: il regista Alan Parker dagli Anni Settanta ai 70 anni

Pubblicato

|

Alan Parker

PREMESSA –  Nel stendere queste righe ci rendiamo conto di aver citato soltanto ieri – durante una svogliata conversazione cinefila – “The life of David Gale”(2003), senza minimamente considerare chi ne fosse l’autore. È un film di Alan Parker. L’ultimo, per la precisione. Lui è quel genere di regista il cui nome non si riesce proprio a ricordare. Ma è anche quel genere di regista che, nonostante tutto, non ha mai sbagliato un colpo. Da estimatori del primo Mickey Rourke, allo stesso modo si cita spesso “Angel Heart”(1987).

 

Alan Parker sul set

Alan Parker sul set

OMAGGIO –  Nato e cresciuto in un distretto londinese, Alan Parker compie oggi 70 anni. A seguito di esperienze nell’ambiente pubblicitario che gli fruttano numerosi riconoscimenti, realizza ancora in Gran Bretagna “Piccoli Gangsters”(1976), simpatico divertissement musicale coi giovanissimi Jodi Foster e Scott Baio (proprio il Jack di “Un detective in corsia”), presentato in concorso al Festival di Cannes. Ivi torna col drammatico “Fuga di mezzanotte”(1978), che gli vale sei Golden Globes e due premi Oscar tra cui Miglior sceneggiatura non originale firmata da Oliver Stone. È poi la volta della produzione americana “Saranno Famosi”(1980) e di “Pink Floyd The Wall”(1982). Il primo viaggia sulla scia de “La febbre del sabato sera”(1977) di John Badham, mentre il secondo rappresenta un curioso quanto riuscitissimo esperimento di colonna visiva di un album. Così il Nostro attraversa i due decenni successivi tra riuscite trasposizioni letterarie e impegno civile: si ricordano con piacere il drammatico “Mississippi Burning”(1988) e il più leggero “The Commitments”(1991). Ancora con Stone – che oltre a “Scarface”(1983) di De Palma intanto ha firmato pure “L’anno del Dragone”(1985) di Cimino, sempre con Mickey Rourke – scrive “Evita”(1996), pellicola biografica che portò a casa un Oscar e tre Golden Globe tra cui Miglior attrice protagonista per Madonna. Nel complesso una carriera interessante, con più alti che bassi e senza vere cadute. L’ultimo lavoro, come si è detto, risale ormai al 2003. Ma noi non ci dimentichiamo di (Sir) Alan Parker. Quasi mai.

Alessandro Amato

 

Continue Reading
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

MEDIA PARTNER

Pubblicità

Trending