Nicoletta Pezzino
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Milan, sei pronto all’impresa Champions?

Sfida proibitiva quella che il Milan deve affrontare contro l'Atletico Madrid negli ottavi di finale, ma i rossoneri possono rappresentare la mina vagante della competizione

Milan, sei pronto all’impresa Champions?
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Sono giorni di fuoco quelli che attendono il Milan tra campionato e la sfida di Champions League contro l’Atletico Madrid di Simeone. Soli cinque giorni per capire a che punto è giunta la ricostruzione rossonera targata Clarence Seedorf. Se il match di domani sera contro il Bologna deve avere un solo imperativo, vincere, negli ottavi di finale contro gli spagnoli l’obiettivo principale rimane soprattutto quello di giocarsela almeno fino all’ultimo minuto tentando di far prevalere il famoso “DNA europeo” che ha da sempre contraddistinto il Diavolo nelle Coppe Europee.

L’OTTAVA CHAMPIONS, PERCHE’ NO? – Non illudiamoci, per carità. Agli ottavi di finale il Milan non giunge con il favore dei pronostici alla sfida contro un Atletico che grazie al lavoro degli ultimi anni del Cholo Simeone si è eretta a squadra formidabile, in grado di stravincere l’Europa League e di competere in Spagna con Barcellona e Real Madrid. Il fatto che Clarence Seedorf si sia in prima persona scomodato a prendere un aereo per raggiungere la capitale spagnola la dice già lunga sulla difficile impresa che attende i rossoneri ma nello stesso tempo la sua visita al Vincente Calderòn ha rappresentato un atto dimostrativo di come il tecnico olandese studiando i prossimi avversari tenterà in tutti i modi di passare il turno. Impresa difficile ma non impossibile.

I MOTIVI DELLA SPERANZA –  Innanzitutto perché il Milan, tra le sue mille difficoltà, resta l’unica squadra italiana ad essere approdata agli ottavi di finale a dimostrazione del fatto che l’Europa rimane ancora la dimensione più naturale per i rossoneri. Secondo: l’individualità dei singoli. Mario Balotelli e Ricardo Kakà su tutti. Mentre il brasiliano ha dato già prova nel Milan di Ancelotti di illuminarsi nelle notti magiche di Champions, al contrario l’apporto di SuperMario in Europa con la maglia rossonera è stato fino ad adesso minimo ed è ora che il suo talento cristallino esploda anche nei grandi palcoscenici europei. Terzo e ultimo aspetto: la Coppa. Vincerla per ottenere il pass-diretto alla prossima Champions League. Il raggiungimento del terzo posto è ormai un’impresa disperata, a meno che non si agguanti la Coppa dalle grandi orecchie beffando tutte le altre pretendenti. Obiettivo proibitivo ma l’imprevedibilità è uno dei fattori che rendono da sempre speciale questa competizione.

UNA COPPA A PARAMETRO ZERO? – Sognare non costa nulla e i sogni, per utilizzare un termine calcistico, sono a parametro zero. Come molti giocatori del Milan appunto. Le grandi squadre italiane non possono attualmente più permettersi esborsi elevati di denaro per accaparrarsi i cosiddetti “top player” e per questo motivo i dirigenti sportivi sono costretti a fiutare per primi le migliori offerte che il calciomercato mette sul piatto o addirittura di attingere dal proprio settore giovanile alla ricerca del nuovo Mattia De Sciglio. Montolivo, Mexes, Essien, Honda sono tutti giocatori approdati a Milanello a costo zero. Perfetti per il bilancio, meno sul piano del gioco e dei risultati ad eccezione di qualcuno sicuramente. Una squadra costruita prevalentemente da giovani promesse (come De Sciglio, El Shaarawy o Saponara) e da offerte di mercato (come i nomi già citati qualche rigo sopra) difficilmente può competere con i grandi club come Bayer Monaco o Real Madrid. Per questo motivo è difficile immaginare un Milan vincente e in futuro bisognerà ritornare ad investire. Denaro ovviamente.  Ora conta soltanto metterci cuore e anima, anche questi sono investimenti a costo zero.

Nicoletta Pezzino

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