Francesco Lorusso
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Lightning Returns Final Fantasy XIII: la recensione

Lightning è tornata per salvare il mondo: La conclusione di una saga controversa o l'ennesima occasione sprecata? Scopritelo nella recensione di SportCafe24!

Lightning Returns Final Fantasy XIII: la recensione
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Final Fantasy negli ultimi anni non ha propriamente navigato in acque felici. Cambiamenti ai vertici e innovazioni non propriamente digerite dallo zoccolo duro dei fan hanno iniziato ad intaccare il nome di una delle saghe più amate del panorama videoludico, che da esponente più illustre dei JRPG ha visto perdere tutta la propria fama. Per molti fan l’apice dello sconforto è stato raggiunto da Final Fantasy XIII, titolo che nel 2009-2010 ha diviso, forse come mai prima di allora, la fan base della saga giapponese. Chi aveva detestato la tredicesima incarnazione della fantasia finale non fece i salti di gioia neanche quando ne fu annunciato un seguito diretto, quel XIII-2 che fece dei passi in avanti dal punto di vista delle meccaniche di gioco, ma che, come il suo predecessore, non fu propriamente amato per il comparto narrativo. Ma Square-Enix non si è mai fermata davanti alle critiche, ed ha deciso di concludere la storia di Lightning e soci con il terzo capitolo della trilogia, che chiude tutti gli archi narrativi lasciati aperti.

In questo terzo capitolo fa il suo ritorno il cocciuto Snow Villiers

In questo terzo capitolo fa il suo ritorno il cocciuto Snow Villiers

GLI ULTIMI TREDICI GIORNI – Sono passati 500 anni dagli eventi del secondo capitolo, e Lightning è stata risvegliata dal dio Bhunivelze, che l’ha incaricata di salvare le anime di tutti coloro che si trovano nell’arcipelago di Nova Chrysalia. In veste di Salvatrice, la nostra protagonista si cimenta in un viaggio che la porterà ad affrontare grandi difficoltà e ad incontrare vecchie conoscenze, ognuna spinta dal proprio personale obbiettivo, negli ultimi tredici giorni che rimangono al mondo intero. Evitando di scendere troppo nei dettagli, possiamo tranquillamente affermare che il comparto narrativo è uno dei punti deboli della produzione: non tanto per la storia in sé, che comunque si mantiene in linea con quella degli altri due capitoli, ma quanto per la qualità dei dialoghi, che non si fanno ricordare ne tanto meno aiutano a creare una atmosfera più drammatica, e per i personaggi, prima fra tutti la stessa protagonista, poco carismatici e incapaci di farvi commuovere con le loro storie. La forza di ogni Final Fantasy sta nel riuscire a proporre una trama avvincente ed una atmosfera in grado di catapultarvi nel mondo di gioco: ci erano riusciti, anche se forse solo parzialmente, i primi due capitoli della saga, e questo terzo episodio aveva tutte le premesse per farlo. Una occasione mancata.

La bella Light intenta a fronteggiare un Chocobo Eater

La bella Light intenta a fronteggiare un Chocobo Eater

COMBATTERE CON STILE – Dal punto di vista del gameplay, Lightning Returns si discosta dai suoi predecessori. Con un solo personaggio controllabile in battaglia, gli sviluppatori hanno optato per un gameplay che risultasse dinamico ma allo stesso tempo con una buona dose di tatticità: le abilità che si possono sfruttare in battaglia sono associate ai quattro pulsanti del pad, e ognuna consuma un quantitativo preciso di punti ATB. Una volta esauriti questi punti, Lightning sarà in grado di cambiare costume, fra i tre che verrano scelti appositamente prima della battaglia. Avete capito bene, costumi: in mancanza di altri personaggi che ricoprano ruoli specifici, la nostra protagonista adesso è dotata di tutta una serie di vestiti, che altro non sono che i job classici della serie, che conferiscono poteri e abilità uniche in combattimento: una scelta azzeccata, che aggiunge una dose non irrilevante di tatticismo agli scontri, e permette un approccio più ragionato. Una ulteriore abilità della nostra eroina è l’Overclock, potere che, oltre a ricaricare completamente la barra dell’ ATB, ferma il tempo, annullando completamente le difese avversarie e offrendo a Lightning una occasione per infliggere una serie di devastanti combo; ma attenzione, non si può abusare di questo potere, visto che consuma Energy Points, ottenibili solo sconfiggendo il nemico.
Per quanto riguarda la crescita del personaggio, il gioco ci propone un sistema non particolarmente complesso, con bonus alle statistiche, mentre gli attributi di forza, difesa, e via dicendo, dipendono dal costume scelto e dagli oggetti equipaggiati.

NOVA CHRYSALIA, UN MONDO IN ROVINA – Final Fantasy XIII fu criticato molto per la mancanza di esplorazione, presentando per quasi tutta la durata della storia (ad eccezion fatta per l’ultimo segmento di gioco) un unico percorso da seguire. Con il terzo capitolo gli sviluppatori sono voluti andare incontro ai fan, dividendo il mondo di Nova Chrysalia in 4 zone vaste e liberamente esplorabili, ricche di segreti e sub-quest da completare, in modo da garantire al giocatore più libertà d’azione e un prodotto che contenutisticamente tenesse incollati allo schermo anche qualora non ci si cimenti nella quest principale. A lasciare perplessi i fan, fin dalle prime dichiarazioni, era stata però la presenza di un timer all’interno del gioco, che segna quante ore rimangono prima della fine del mondo: apparentemente questa feature va a scontrarsi con la possibilità di esplorare con tutta calma il mondo di gioco e cimentarsi in missioni secondarie, ma per fortuna il timer si riempe con il completamento delle missioni, primarie e secondarie. Non preoccupatevi quindi, avrete tutto il tempo per godervi il mondo di gioco e ottenere oggetti ed armi extra.
Peccato invece per le missioni secondarie, che risultano spesso ripetitive e noiose, e si fanno giocare unicamente se si vuole ottenere un oggetto particolare o si vuole completare il titolo al 100%: un’altra occasione mancata.

Luxerion, città governata dall'Ordine

Luxerion, città governata dall’Ordine

UNA FANTASIA INVECCHIATA – Veniamo all’altra nota dolente della produzione, il comparto tecnico. La volontà di rendere il gioco un open-world è andata ad influenzare il lavoro degli sviluppatori in questo senso: il motore grafico sente parecchio il peso degli anni, mostrando da una parte una realizzazione dei personaggi principali buona, dall’altra una pochezza di dettagli su NPC e ambientazioni che lascia veramente con l’amaro in bocca; texture poco dettagliate e pop-up impediscono di immergersi completamente nel mondo di gioco, il che è un peccato se si pensa al fatto che il level design è comunque buono.
Per quanto riguarda il sonoro il lavoro svolto è più che buono, con un doppiaggio di buon livello e una colonna sonora ottima, che in alcuni brani riprende melodia già sentite nei due precedenti capitoli.
Buona anche la longevità, che si attesta sulla quarantina di ore.

PRO
– Gameplay divertente e ben strutturato, che crea un ottimo compromesso tra spettacolarità e profondità tattica
– Mondo vasto e interamente esplorabile, che si farà apprezzare per il buon level design
– Longevità più che buona

CONTRO
– Narrativa mediocre, con personaggi poco carismatici ed una storia non particolarmente brillante
– Comparto tecnico che soffre di troppi bassi e impedisce di immergersi nel mondo di gioco
– Missioni secondarie noiose

COMENTO FINALE
Lightning Returns Final Fantasy XIII non è un brutto gioco, bensì una conclusione non soddisfacente delle avventure di Lightning.
Proprio nei punti in cui un tempo la saga era sinonimo di qualità, ovvero il comparto narrativo e quello tecnico, questo capitolo fallisce miseramente: le vicende non sapranno appassionarvi e sono narrate male, ed il motore grafico non fa calare il giocatore appieno nell’atmosfera di gioco. Un vero peccato, perché il combat system, con i suoi spunti e la sua “freschezza”, è ottimo, e spinge il giocatore ad ingaggiare quanti più scontri possibile; inoltre, nel mondo di gioco ci sono tante cose da fare, nonostante le missioni secondarie non brillino per la loro originalità. Insomma, da questo capitolo conclusivo ci si aspettava davvero qualcosa di più, e l’acquisto è consigliato a chi ha già giocato i capitoli precedenti, oppure a chi abbia voglia di un JRPG buono. Sperando, per il futuro, che gli sviluppatori imparino dai propri errori.

VOTO – 7

Francesco Lorusso

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