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Cinema

The Butler, un maggiordomo alla casa bianca: i motivi per vederlo

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il protagonista del film

Il film esce nel 2013, è diretto da Lee Daniels e magistralmente interpretato da Forest Whitaker. Il film trae spunto da un articolo uscito sul The Washington Post che racconta le vicende reali di Eugene Allen, un uomo di origini afroamericane che per ben 30 anni lavorò come maggiordomo alla Casa Bianca. Il film vuole essere un tributo all’opera svolta da Allen scomparso il 31 marzo del 2010. Nel film il nome viene modificato in  Cecil Gaines.

 CECIL GAINES, UN ESEMPIO– Il film racconta attraverso le vicende di Cecil Gaines le umiliazioni e le difficoltà vissute  dalle persone di colore e lo fa genialmente focalizzandosi su una questione attuale e cara a tutti, quella del lavoro, mostrandoci quanto poteva essere difficile per un uomo di colore affermarsi. La figura di Cecil Gaines si rivela un esempio. Oggi viviamo nella società dell’apparenza e delle mille pretese e sempre meno spazio è riservato alla meritocrazia. Cecil Gaines spicca per le sue capacità ed è per questo che diventerà un maggiordomo alla Casa Bianca. Il mestiere è tra quelli più umili.  Nonostante la sua bravura però rimane per tutti un uomo di colore e non vedrà mai riconosciuti un onesto apprezzamento e un giusto salario. Il protagonista dà se stesso, svolge al meglio il suo compito, serve il prossimo, senza ricevere nulla in cambio. Ed è sin dalle prime scene che gli spettatori, bianchi o neri, alti o bassi, veramente questo non ha nessuna importanza, paiono identificarsi col protagonista.

PADRE E FIGLIO – La vicenda umana e lavorativa pare intersecarsi con una altra questione che è insieme politica e generazionale. La questione diventa anche quella di come servire al meglio il proprio Paese e per quali ideali. Nel film viene dato molto spazio allo scontro tra il protagonista e il figlio. Sembrano mescolarsi questioni affettive, lo scontro generazionale è tipico di ogni epoca ed è presente quasi in ogni famiglia in realtà, e questioni politiche. Padre e figlio litigano ma per gli stessi ideali. Il ragazzo, come è tipico dei giovani, affronta la questione dei problemi razziali in maniera ribelle, schierandosi in primo piano nella lotta politica. Il padre, invece, lo fa con un tono dimesso cercando di farsi apprezzare per la qualità del suo lavoro. Cecils Gaines per questo motivo è un esempio. Le sue armi non sono quelle della violenza ma quelle dell’obbedienza e in un mondo dominato dallo scontro il suo modo di agire è anticonvenzionale. Alla fine del film, padre e figlio, riescono a riappacificarsi e Cecils Gaines vedrà riconosciuti i giusti riconoscimenti e non crederà ai suoi occhi quando assisterà all’elezione presidenziale di Barack Obama.

 CHI è L’UOMO – Non importa che un uomo sia nero o bianco, la storia alla fine  è sempre la stessa, il potente vuole sopraffare il più debole, l’uomo vuole comandare sull’altro uomo. Ed è questo il motivo per cui da secoli e secoli si combattono battaglie e guerre, non c’entra proprio niente il colore della pelle,  in realtà i motivi sono sempre legati all’interesse economico. Restiamo comunque  nella speranza di un mondo migliore.

 Erika Aleksandra Provenzano

 

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