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Parlare troppo al cellulare fa male?

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E’ una domanda che almeno tutti si sono fatti una volta nella vita: parlare troppo al cellulare fa male?

OGGETTO INDISPENSABILE – Il telefono cellulare, che di strada ne ha fatta parecchia, da quando fu inventato da Martin Cooper, impiegato ricercatore alla Motorola (la prima telefonata fu effettuata il 3 aprile 1973), fino ad oggi, l’epoca dello smartphone, è diventato uno strumento quasi “indispensabile”, la cui diffusione è ormai estesa a quasi tutte le fasce della popolazione. Se in passato ci si chiedeva, a livello etico, se fosse giusto che ragazzi e soprattutto bambini ne possedessero uno, oggi giorno la domanda non è solo retorica, ma anche impensabile da fare, dato che permette ai genitori di poter controllare i figli anche a distanza in qualunque momento.

LE INCHIESTE – La prima inchiesta “aperta a tutti”, fu effettuata dalle Iene che, muniti di misuratore per le onde elettromagnetiche, andarono alla ricerca della cosi detta “impronta di calore” che i telefoni emettevano sia durante l’utilizzo che non (operazione condotta anche su altri strumenti, come cordless e modem wi-fi). Alla fine gli esperti chiamati in causa sostennero, ed è quello che fanno in molti, che non è possibile determinare scientificamente e in maniera sicura se l’utilizzo del cellulare possa arrecare danni alla salute, ma le conclusioni portavano a consigliare l’uso in maniera moderata e, durante una chiamata, l’utilizzo a distanza dell’apparecchio telefonico (sbagliato anche tenerlo accesso sul comodino quando si dorme).

PARERI OPPOSTI – A rincarare la dose ci pensa però Riccardo Staglianò che, circa 2 anni fa, ha pubblicato un libro dal titolo “Toglietevelo dalla testa”, dove spiegava che l’uso in maniera continuativa del cellulare porta a danni biologici: “I cellulari sono come dei forni a microonde, con la differenza che li teniamo vicini alla testa. La protezione del cervello viene meno, ci sono effetti biologici. Chi lo nega è in malafede” afferma il giornalista di Repubblica“.
Dalla possibilità di causare tumori, come quello al cervello e il neuroma acustico, alla possibilità che invece non accada nulla. Uno studio francese, uno degli ultimi pubblicati sulla vicenda, ha invece dimostrato che il cellulare può causare modificazioni biologiche sul corpo ma non danni alla salute: “C’è differenza tra i cambiamenti di ordine biochimico, fisiologico o comportamentale che vengono indotti in una cellula, un tessuto o un organismo in risposta a uno stimolo esterno ed effetti che si verificano soltanto quando gli effetti biologici superano i limiti di adattamento del sistema biologico” riporta il documento rilasciato dalla commissione di 16 esperti francesi. L’unico caso in Italia che ha collegato l’insorgere di una malattia, nel caso specifico un glioblastoma, è stato quello di un uomo di Torino, quando la magistratura aprì un fascicolo.

NOCIVO OPPURE NO? – La conclusione è che non è dimostrato che l’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche possa essere nociva, l’unica certezza è che avvenga un lieve riscaldamento della parte del corpo a contatto con il cellulare. E’ chiaro che evitare un uso eccessivo del telefono cellulare rimane comunque una cosa saggia, i ricercatori dello IARC (International Agency for Research on Cancer) hanno inserito i cellulari nella categoria B2, ovvero potenziali cancerogeni (insieme ai gas di scarico).
I consigli rimangono sempre gli stessi: usare l’auricolare, evitarne l’uso in auto (anche per motivi di sicurezza stradale), inviare sms quando possibile, ridurne il tempo di utilizzo e soprattutto tenere l’apparecchio a distanza se possibile.

Luca Porfido

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