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Il Cagliari, una Fiat 500 senza trazione anteriore

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Marco Sau con la maglia del Cagliari

È la definizione del momento: il Cagliari è una Fiat 500. La firma sull’inopportuna dichiarazione è di Massimo Cellino, che ha inoltre paragonato la sua nuova squadra, il Leeds, ad una Ferrari.  Se si persiste con la metafora motoristica, si può aggiungere che il gruppo allenato da Lopez manca di trazione anteriore.

NUMERI IMPIETOSI – Le cifre parlano chiaro: i sardi incontrano difficoltà enormi nell’andare in gol. Ventuno le reti segnate finora (peggio del Cagliari hanno fatto solo Chievo e Catania, rispettivamente quartultima e ultima in classifica), dato troppo pericoloso per poter pensare ad una salvezza tranquilla. Le preoccupazioni dei tifosi rossoblu aumentano se si considera l’apporto fornito dagli attaccanti: il capocannoniere è Sau con 5 reti (il gol regolare annullato domenica scorsa non cambia di molto la statistica), poi ci sono Pinilla a 4, e Ibarbo con Nenè a 2. Troppo poco, e il mercato invernale non ha portato in dote nuove punte. Lopez dovrà cavarsela con gli uomini a disposizione.

LA DIAGNOSI – Il problema del Cagliari non è legato alla costruzione del gioco offensivo, incisivo nelle ripartenze in contropiede e ben orchestrato dalla mediana, ma alla lucidità delle punte. Impegnate notevolmente nel pressing in fase di non possesso, risultano incapaci di conseguenza di trovarsi pronti all’appuntamento sotto porta con il gol. Manca inoltre un trequartista che detti l’ultimo passaggio: il solo Cossu, non più in grado di reggere 90 minuti ad alti livelli, non è sufficiente.

LE SOLUZIONI – Una chiave di volta per la soluzione del problema potrebbe essere il nuovo acquisto Adryan, che ha dimostrato nelle prime uscite con la maglia rossoblu di avere ottime potenzialità. Trequartista puro, abile palla al piede, ha nelle sue corde buone capacità di dribbling, caratteristica utile per creare superiorità numerica e lanciare le punte. Potrebbe diventare l’alter ego ideale di Cossu. Gli innesti di Vecino ed il recupero di Ibraimi garantiranno inoltre alternative interessanti su mediana e trequarti. Un’altra soluzione, apparentemente paradossale, potrebbe essere la proposizione di un centrocampo più “di quantità” che possa dare a trequartista ed attaccanti meno incombenze in copertura e più libertà di movimento sul fronte offensivo. Qualunque saranno i rimedi adottati da Lopez, è indispensabile dare una svolta in questo senso: se non ci sarà un’inversione di tendenza, il pericolo per la 500 è di finire dentro ad un burrone.

Antonio Casu

@antoniocasu_

 

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