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Serie B

Serie B, Novara-Brescia 1-2: vince il cinismo delle Rondinelle

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Il Brescia di Caracciolo rischia di tornare in Lega Pro dopo 30 anni.

Finisce dopo ben 40 anni l’imbattibilità del Novara al Piola contro il Brescia, risaliva infatti al 3 marzo 1974 l’ultima vittoria dei bresciani in casa degli azzurri, e in occasione del tabú sfatato, il risultato che si ripresenta è magicamente lo stesso. Per gli uomini di Calori (rispetto alla gara d’andata con ben 8 giocatori differenti, il mercato invernale ha stravolto l’assetto dell’11 titolare) 4-3-1-2, dal primo minuto il giovane Manconi in attacco (classe ’94) al fianco dell’esperto Sansovini, prelevato dallo Spezia; Brescia con un 3-4-1-2, si affida all’estro di Grossi, l’esperienza a centrocampo di Budel e alla forza offensiva del bomber Caracciolo, giá 13 gol in questo campionato.

PRIMO TEMPO – È il Brescia nelle prime battute a rendersi più pericoloso, cerca di sfruttare la profonditá appoggiandosi alla punta Caracciolo, lanciato dal valido Sodinha, interessanti le verticalizzazioni di Budel (dovrá abbandonare il campo alla mezz’ora di gioco per una lieve distorsione al ginocchio, al suo posto Ruben Olivera) pronto a lanciare in profonditá verso l’Airone ma anche smistare lateralmente verso le fasce con i due esterni Scaglia e Mandorlini, si affida al terzetto difensivo, bravo palla al piede, per iniziare sin dalla sua difesa le manovre d’attacco. Il Novara nelle prime battute subisce le incursioni bresciane, appare poco lucido nelle ripartenze, spesso è neutralizzato poco piú avanti della metacampo avversaria, si affida all’esperto Sansovini lá davanti, ma in realtá è il baby Manconi a rendersi pericoloso nelle poche occasioni offensive della squadra di casa. Oltre al giovane attaccante un pimpante Flavio Lazzari che agisce dietro le punte regala qualche spunto interessante, aiutato a centrocampo da un buon Rigoni e sulla fascia sinistra da Lambrughi, ma l’estremo difensore bresciano Cragno neutralizza senza grossi problemi. Novara che con il passare dei minuti si fa largo tra le maglie biancoblu del Brescia, prende campo e regala qualche bella incursione, l’ottimo Cragno neutralizza ma la sensazione è che i padroni di casa possano sbloccare la partita da un momento all’altro. Si sa, il calcio è bello perchè è strano: Al 45′ infatti, sugli sviluppi di un contropiede, il trio bresciano Sodinha-Grossi-Caracciolo si infila tra le fitte maglie azzurre, compone una triangolazione stretta, da manuale del calcio, che proprio l’Airone infila alle spalle di Kosicky per il vantaggio ospite e si regala il suo 14esimo gol stagionale.

SECONDO TEMPO – I primi minuti del secondo tempo riprendono il copione del primo, sono gli ospiti infatti ad attaccare la porta del Novara, Caracciolo guadagna tanti falli e fa salire la squadra, regalando qualche tiro, soprattutto da fuori, che Kosicky neutralizza. E dagli sviluppi di un calcio d’angolo al 59′ Grossi si fa largo tra tre uomini azzurri e infila Kosicky con un efficace colpo di testa, è il raddoppio del Brescia. Il Novara non ci sta, cerca di costruire gioco, guadagna metri, sale in cattedra Lazzari, Rigoni, ma soprattutto le due ali, Lambrughi (ottima prova) e il serbo Golubovic, che sostengono la manovra offensiva azzurra. Il Brescia resiste all’assalto dei padroni di casa, i difensori gestiscono, il portiere Cragno trasmette sicurezza e annichilisce Sansovini. È proprio l’uscita della punta per l’ingresso di Rubino a cambiare la partita al 67′: Sugli sviluppi di un incursione centrale, il neo entrato prende palla al limite dell’area con un bel stop di petto ad anticipare, con un bel movimento di corpo scarta un’altro uomo e insacca di collo la porta del buon Cragno: dopo un minuto dal suo ingresso, Rubino regala speranza ai tifosi azzurri: Il gol del bomber, che ha segnato in tutte le categorie con la sua squadra, dalla lega pro alla serie A, raggiunge a 86 reti Silvio Piola nei marcatori della storia degli azzurri, non uno qualunque. Il Novara è galvanizzato da questa rete, cerca di costruire gioco, sfrutta soprattutto le fasce, ma il Brescia amministra, seppur con qualche affanno, il risultato. In questa difficile fase del match l’Airone Caracciolo guadagna diversi calci di punizione facendo rifiatare la sua difesa, si dimostra uomo prezioso per gli ospiti. I due allenatori esauriscono i cambi in quest’ultima fase del match, per gli ospiti dentro anche Corvia e il brasiliano Saba per tenere palla e amministrare, pur non negandosi lá davanti; per i padroni di casa entrano Gonzalez (buona prova) e Lepiller, uomini offensivi per cercare di trovare la rete del pareggio. Partita che finisce con il Novara che continua ad attaccare (possesso palla 60-40 al termine) e il Brescia che rilancia verso le punte e guadagna metri e secondi preziosi. Alla fine è 1-2, dominio Novara, ma un Brescia cinico e coraggioso regala la vittoria che mancava al Piola da quattro decenni.

Alessandro De Agostini

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