Daniel Degli Esposti
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La Svizzera limita l’immigrazione: il Referendum minaccia l’Europa?

La Confederazione Elvetica ha approvato la modifica dell'Articolo 121 della sua Costituzione. Nel prossimo futuro, lavorare in Svizzera ed entrare nel territorio dei Cantoni sarà più difficile.

La Svizzera limita l’immigrazione: il Referendum minaccia l’Europa?
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La Svizzera ha approvato la modifica dell’Articolo 21 della Costituzione Federale: la destra vince e limita l’immigrazione di massa. Frontisti in difficoltà

IL PROVVEDIMENTO. Il popolo svizzero ha approvato la modifica dell’articolo 121 della Costituzione Federale che l’Udc, il principale partito di estrema destra del Paese, promuoveva da tempo. Il nuovo testo ha introdotto provvedimenti volti a contrastare “l’immigrazione di massa” e a stabilire limiti per le assunzioni di lavoratori stranieri. La norma non riguarda soltanto le persone e le famiglie che si sono trasferite in Svizzera, ma coinvolge anche i “frontisti” – gli italiani che si spostano dalle province lombarde per raggiungere i loro luoghi d’impiego – che potrebbero subire gli effetti di una rinnovata regolamentazione degli ingressi.

I manifesti anti-immigrazione dell'Udc, il partito dell'ultradestra svizzera.

I manifesti anti-immigrazione dell’Udc, il partito dell’ultradestra svizzera.

MAGGIORANZA RISTRETTA. Il Referendum sulla proposta di modifica dell’Articolo 121 della Costituzione Federale ha spaccato la Svizzera: i sostenitori dell’ultradestra hanno cavalcato l’ondata xenofoba che ha iniziato a espandersi in seguito alla contrazione dell’economia globale e hanno descritto i lavoratori stranieri come minacce alla sopravvivenza del popolo elvetico. La loro linea dura e fortemente anti-europeista ha conquistato la doppia maggioranza assoluta che serviva per l’approvazione del nuovo testo: oltre al raggiungimento del quorum, la Costituzione svizzera impone, infatti, la “conquista” del 50%+1 dei voti validi e l’adesione della maggioranza dei Cantoni. Le istanze xenofobe si sono imposte con il 50.3% sulle opinioni dei sostenitori di un’integrazione più elastica e di una struttura statale più aperta nei confronti dell’Europa.

LE REAZIONI DELL’EUROPA. Il Referendum elvetico ha gettato lo scompiglio nello scenario politico del Vecchio Continente: quasi tutti i leader europei non hanno esitato a manifestare le loro preoccupazioni per il futuro andamento dei rapporti economici fra Bruxelles e la Svizzera e per le relazioni fra Berna e le grandi capitali dell’Occidente. La modifica alla Costituzione ha riportato le lancette del tempo agli anni Novanta: nei prossimi mesi, i principali Paesi dell’Unione Europea cercheranno di comprendere come si dipanerà la politica dei Cantoni Federali e si adopereranno per convincere i partiti elvetici e l’opinione pubblica rosso-crociata a conciliare “gli interessi svizzeri” con i diritti dei lavoratori frontisti e degli immigrati regolari.

LE POLEMICHE DELLA LEGA. Mentre il Front National di Marine Le Pen applaudiva alla vittoria dell’Udc, la Lega Nord lasciava trasparire diverse inquietudini sull’approvazione del Referendum che ha modificato la Costituzione svizzera. Matteo Salvini e altri esponenti del Carroccio hanno denunciato l’ipocrisia degli elvetici e li hanno accusati di andare in cerca del denaro degli investitori italiani senza considerare minimamente le necessità e la dignità dei numerosi lavoratori frontisti. Il loro appello si è concluso con l’ennesima ignobile presa di posizione nei confronti del Ministro Kyenge e delle politiche di integrazione che la Repubblica Italiana sta cercando di mettere in atto tra mille difficoltà. La Lega ha afferrato una parte rilevante del problema: la strada tracciata dalla Svizzera deve essere interrotta ed evitata nella maniera più accorata possibile. Se, però, le critiche al Referendum si uniscono al rilancio delle stesse istanze xenofobe e del medesimo oltranzismo che, al di là delle Alpi, hanno portato il popolo ad approvare una modifica iniqua, com’è possibile accusare altri di grettezza e di miopia? Soltanto l’approvazione di una politica economica seria, responsabile e capace di risolvere i problemi del lavoro e l’utilizzo degli strumenti etici della critica garantiranno la soluzione delle contese fra cittadini e immigrati; riusciranno queste generazioni a raggiungere risultati del genere?

Daniel Degli Esposti  

 

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