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Seedorf, quanto è dura la vita del novizio?

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Seedorf sta diventando un problema per il MIlan

Clarence Seedorf in poco meno di due mesi è passato da salvatore della patria ad allenatore in grave difficoltà. Tutta colpa di un titolo onorifico, quello di “Professore”, affibbiatogli quando era giocatore e che, da quando è passato dall’altra parte della barricata, sta causando sberleffi a non finire da parte dei detrattori dell’olandese, ma, soprattutto, di un’inconsistenza tattica che sta creando non pochi problemi al Milan attuale.

LA PRESUNZIONE DI SEEDORF – L’ errore principale di Seedorf è stato quello di voler imporre un modulo di gioco che non è nelle corde dei giocatori. L’olandese è arrivato e ha subito adottato il 4-2-3-1, stile di gioco ignoto ai più e che espone a figuracce difensori e mediani. A differenza dell’idea di gioco imposta da Mihajlovic nella Sampdoria, dove , i due esterni, Soriano e Gabbiadini, fanno un gran lavoro in fase di copertura e lo stesso Eder torna molto spesso indietro, nel Milan, i vari Robinho, Honda e Balotelli stazionano sempre nella trequarti avversaria, senza mai tornare indietro. Questo significa che, centrocampo e difesa sono sempre scoperti in fase di non possesso e le occasioni per gli avversari fioccano. Non è un caso che, se si eccettua la prima partita contro il Verona, dove gli scaligeri sono stati troppo prudenti, nelle restanti quattro gare, tra campionato e coppa Italia, il Milan ha sempre incassato gol, per un totale di 7 reti subite.

GIOCATORI FUORI RUOLO  – Abate schierato come trequartista destro, dopo che il giocatore ha impiegato anni ad imparare i movimenti da terzino, è solo l’ennesimo giocatore fuori ruolo schierato da Seedorf. Kakà costretto a fare per più di un tempo l’ala, per non parlare di Honda, emarginato a sinistra o di Montolivo, nel ruolo di mediano. Seedorf si sta incartando in un’idea di calcio che, in questo Milan non può essere attuata. Contro il Napoli l’unica nota positiva è stata Taarabt, ma l’ex Qpr è un altro trequartista da collocare.

ENIGMA BALOTELLI – Altro problema è quello legato a Balotelli. Il numero 45 rossonero è a disagio nel ruolo di prima punta  perché preferisce svariare su tutto il fronte d’attacco. Per il tipo di modulo adottato da Seedorf l’uomo ideale sarebbe Pazzini, ma, con un Milan così vulnerabile in difesa, schierare contemporaneamente Kakà, Honda, Balotelli e Pazzini sarebbe un suicidio puro.

BERLUSCONI VIGILA – Figuracce come quella contro il Napoli non piacciono a Berlusconi che si è infuriato per molto meno con i suoi tecnici. Il Presidente ha voluto fortemente Seedorf e non si è certo già pentito della sua scelta. Sa benissimo che il progetto intrapreso dall’olandese richiede tempo e che perdere partite come quella di Napoli ci sta. Per questo Seedorf deve obbligatoriamente cambiare qualcosa, a livello tattico e di uomini. Tra poco più di una settimana i rossoneri sono attesi alla sfida contro l’Atletico Madrid e, in queste condizioni, rischiano di uscire dal confronto con le ossa rotte. Seedorf deve fare un bagno di umiltà e studiare bene gli uomini a sua disposizione per dare al Milan una struttura chiara e precisa. Sarà stato anche un professore da giocatore, ma, da allenatore, è poco più che un allievo della materna.

Davide Luciani

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