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L’Italicum spiegato a tutti: ecco come si voterà

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Italicum: cosa si andrà a votare alle urne

COLLEGI PLURINOMINALI –  Nell’Italicum niente uninominale, né collegio unico nazionale  ma una scelta intermedia: il territorio nazionale viene diviso in collegi plurinominali medio-piccoli, in cui ogni partito presenterà liste di tre o quattro candidati. Non ci saranno le preferenze, ma ci viene detto che con queste liste corte avremo modo di sapere che candidati stiamo votando. Una volta visti i risultati nazionali, i seggi saranno distribuiti con metodo proporzionale, con alcune (e decisive) eccezioni.

PREMIO DI MAGGIORANZA –  Come abbondantemente detto, sale al 37% la soglia per accedere a un premio di maggioranza del 15%. Nel complesso non si potrà conquistare più del 55% dei seggi parlamentari. Nel caso nessuna coalizione raggiunga questa soglia, le prime due andranno al doppio turno e si sfideranno in ballottaggio due settimane dopo il primo voto.

NORMA SALVA SEL – La soglia di sbarramento. Scende la soglia di sbarramento per i partiti coalizzati, che arriva al 4,5%.  Inoltre vi è una norma che prevede il recupero del “miglior perdente” all’ interno di una coalizione. Ovvero del primo partito che non raggiunge la soglia di sbarramento. In questo modo  il Pd dovrebbe  evitare di  farsi dare  il due di picche da Sel,  che non  avendo quasi chance di superare lo sbarramento  non  avrebbe   nemmeno  interesse  a  un’alleanza.

NORMA SALVA LEGA – Rimane invece altissima la soglia da superare per chi vuole andare da solo: 8%. Ma una norma studiata per salvaguardare i partiti con una forte connotazione territoriale e quindi, in Italia, principalmente la Lega Nord.  I partiti che in tre regioni riusciranno a superare l’8%  accederanno al Parlamento anche se non hanno raggiunto la soglia di sbarramento. Niente coalizioni finte, inoltre, dal momento che lo sbarramento che una coalizione deve superare è del 12%. Un modo per scongiurare coalizioni di partiti create in ottica solo elettorale e che si sciolgono non appena entrati in Parlamento.

CANDIDATURE NEI COLLEGI –  E’ consentito candidarsi in più collegi. Una norma che mette al riparo i leader dei partiti minori, che se avessero sbagliato collegio su cui puntare avrebbe rischiato di restare fuori dal Parlamento. Adesso è consentito presentarsi fino a tre collegi nella stessa regione.

Giuseppe Folchini

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