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Calcio Estero

Pato al San Paolo: il lento declino di una promessa

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Alexandre Pato, protagonista della sessione estiva di mercato?

Questo è il ballo del qua qua e del “papero” che sa fare solo qua qua qua. Werner Thomas, lo svizzero che ha scritto “Chicken Dance”, ovvero la versione originale poi tradotta in italiano, di sicuro, negli anni ’50, non pensava a Pato durante la composizione della canzone.

DALLE STELLE ALLE? – Magari solo qua qua qua no, ma la regressione di  Pato sembra più un film drammatico che una commedia, come in tanti la vorrebbero far apparire, perché il prodigio, o meglio l’ex-prodigio, a soli 24 anni ricorda molto il suo ex-compagno Ronaldihno alla fine, quasi, della sua carriera. Sarà un virus che colpisce forse tutti i brasiliani, che cominciano ad aver voglia di ritornare in patria (esempio a caso Robinho, neanche a farlo apposta rossonero anche lui), e iniziano una fase discendente intorno ai 30 anni. L’unica cosa che Pato non ha in comune coi suoi compatrioti è l’età anagrafica. Arrivato a 18 anni nelle file dei rossoneri, il giovane attaccante brasiliano brucia subito le tappe e diventa l’arma in più di un Milan che, storicamente, ha sempre preferito l’esperienza e i senatori. Considerato uno dei più promettenti attaccanti per il futuro, dal 2008 al 2013, in 117 presenze, firma 57 reti, prima di iniziare il lento declino dovuto ai continui infortuni muscolari.

SCARICA BARILE – Nell’ultimo anno in rossonero diventa famoso più per la love-story con Barbara Berlusconi che per le performance sul campo. A gennaio del 2012 viene inserito nella trattativa Tevez, che avrebbe portato l’argentino a Milano e avrebbe mandato il “papero” al PSG. Quella volta una telefonata del presidente Berlusconi fece saltare l’accordo e, ancora oggi, in molti continuano a pensare che con l’arrivo dell’apache il Milan avrebbe vinto il secondo campionato di fila. Un anno dopo, a gennaio del 2013, arriva la definitiva rottura e Galliani decide di innamorarsi di Balotelli, mandando quindi Pato al  Corinthians per la cifra di 15 milioni.
Le prime partite mettono in luce un giocatore ancora capace di grandi accelerate e dribbling, tant’è che lo stesso rossonero comincia ad incolpare lo staff del Milan affermando “Al Milan svolgevo in una settimana il lavoro che qui faccio in venti giorni”.
Per la serie “le ultime parole famose”, Pato comincia una graduale e continua discesa che lo porta ad essere oggetto degli scherni dei tifosi del Corinhtians, come il rigore a cucchiaio tirato addosso a Dida o l’assidua frequentazioni di feste e festini.

LO SCAMBIO CON JADSON – Nell’ultima sessione di calciomercato, neanche a farlo apposta a gennaio (brutto mese per il brasiliano), Pato, addirittura ad un passo dalla Juve qualche settimana fa, cambierà di nuovo casacca, questa volta in uno scambio di prestiti con il San Paolo con Jadson. A confermare le voci il suo procuratore: “Stiamo lavorando a uno scambio di prestiti con Jadson. Pato resterebbe al San Paolo fino alla fine del 2015”.
Un brutto scherzo del destino per un giocatore che valeva, fino a qualche tempo fa, ben 35 milioni di euro e che ora viene scambiato alla pari, non ce ne voglia, con Jadson. Col mondiale da giocare in casa tutti, Kakà in primis, lottano per una maglia da titolare. Evidentemente, a 24, la casacca verdeoro non ha lo stesso effetto su Pato.

Luca Porfido

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