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Sampdoria, il taumaturgico Mihajlovic segna la svolta

Sampdoria, il taumaturgico Mihajlovic segna la svolta
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10 partite dopo, il calcio italiano encomia la Samp di Mihajlovic, rinata con il suo arrivo. Carisma e talento: ecco come il serbo ha conquistato Genova.

Mihajlovic

Sinisa Mihajlovic, alla Samp anche da giocatore

La sua idea di calcio, l’approccio con le squadre per cui ha giocato e, in seguito, allenato è speculare alle traiettorie del pallone dopo un suo calcio di punizione: imprevedibili, talvolta sorprendenti o inesplicabili, ma più che efficaci se concretizzate.

In Italia ormai Sinisa Mihajlovic è di casa, anche di fatto, poiché possiede il passaporto italiano. L’abbiamo ammirato prima come calciatore per la sua indiscutibile professionalità, oltre che per le sue spiccate qualità tecniche e tattiche e adesso vuol far lo stesso nel ruolo di allenatore. Dopo esser stato allievo di un altro campione blucerchiato come Roberto Mancini all’Inter, come Vice allenatore, nel 2008 tenta subito di affermarsi prima al Bologna, poi con il Catania e l’anno successivo ancora a Firenze. Se con la squadra emiliana non vi è stato un ottimo esordio, ben diverso è stato l’esito nelle altre due panchine da lui conseguite, specie con la squadra sicula, nonostante non abbia mai lasciato un’impronta evidente del suo lavoro. Dal 2011 saluta Firenze e l’Italia per allenare la “sua” Serbia, con l’obiettivo di ottenere la qualificazione ai Mondiali in Brasile; Sinisa non riesce nell’impresa e alla chiamata della Sampdoria non può dir di no. Dal 20 novembre 2013, dunque, diviene il nuovo allenatore della squadra blucerchiata, con cui era d’obbligo la salvezza.

LA SVOLTA – Ad oggi, probabilmente nessuno si sarebbe potuto aspettar di meglio: la Samp, infatti, dalla giunta di Mihajlovic ha perso solamente 2 partite su 10 e non è da metter in secondo piano che due vincenti siano Napoli e Juventus. Una squadra che è riuscita a pareggiare a San Siro contro l’Inter allo scadere, a far sudar freddo la Lazio, che solo all’ultimo minuto ha trovato il pareggio e, soprattutto, a vincere il derby di Genova, non lascia né inosservati né impassibili gli appassionati. Perché la Samp era penultima e solo dopo quel 20 novembre ha invertito radicalmente rotta, tentando inoltre di prolungare il più possibile il suo cammino in Coppa Italia: travolge infatti l’Hellas Verona per 4 a 1 ma nulla può nella gara successiva contro la strabiliante Roma di quest’anno.

I MERITI – Un Mihajlovic così “taumaturgico” serviva ai blucerchiati, così come al calcio italiano; impossibile non evidenziare il bel calcio da lui apportato e, soprattutto, la sua presenza nello spogliatoio, caratterizzata da quel forte carisma che lo ha sempre contraddistinto. L’esempio più chiaro è senza subbio quello di Maxi Lopez: è stato, infatti, acquistato dalla Samp per il grande volere del tecnico serbo e per merito della fiducia riposta in lui da parte di quest’ultimo, è riuscito immediatamente a decidere il derby di Genova. Ed un lavoro compiuto con un tale impegno assieme al suo staff, lo stesso con cui aveva già lavorato nella Serbia, composto da tecnici giovani ma di enormi capacità tattiche, come il connazionale Nenad Sakic, il campano Emilio De Leo ed il preparatore atletico Antonio Bovenzi, non può che esser elogiato.

VOCI SUL FUTURO – Già non mancano le voci per il futuro: si parla di Inter o di un prolungamento del contratto con la Sampdoria, perché Sinisa Mihajlovic resta comunque lo stesso “genio” che calciava meravigliose punizioni, che solo se concretizzate potevano esser di una tal bellezza ed imprevedibilità, così come lo è, e lo sarà sempre, la sua idea di calcio.

Alessandro Triolo

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