Connect with us

Focus

Olimpiadi di Sochi, primi verdetti: a Google la medaglia d’oro, a Putin quella di fango

Pubblicato

|

Strepitoso Google! Oggi inizia una delle Olimpiadi più boicottabili della storia – vedi alla voce leggi anti-gay approvate la scorsa estate dal Parlam… dallo Zar Vladimir Putin – e il sito più visitato del mondo dà scacco matto al Re delle steppe con un’unica, storica mossa. Il doodle con i colori dell’arcobaleno (e della comunità gay), infatti, è un vero e proprio colpo da ko, un simbolo di giustizia e al tempo stesso il grido di libertà più alto che si potesse immaginare. Accompagnato dal riferimento ai diritti dell’uomo tutelati dalla Carta Olimpica (tradotto in tutte le lingue, russo compreso, of course), il doodle di oggi è davvero qualcosa di folgorante, un’immagine sublime che da sola parla più di mille libri e diecimila film.

La bambina col vestito rosso in  "Schindler's List"

La bambina col vestito rosso in “Schindler’s List”

A proposito di film. Ricordate la bambina vestita di rosso di Schindler’s List? Unica concessione al colore di quel capolavoro in bianco e nero firmato da Steven Spielberg? A volte basta poco, anche se si parla di genio, per cogliere l’essenza delle cose e dare il senso del riscatto dell’umanità, quella che sa reagire di fronte al sopruso e alla sopraffazione. Ed è con altrettanto genio, e usando i colori della speranza e della volontà di giustizia, che Google si è oggi schierato dalla parte dei Giusti. Il vice primo ministro russo Dmitry Kozak, che ieri ha tirato in ballo la Carta Olimpica per ammonire atleti e spettatori a non fare propaganda gay durante i Giochi, ha quindi ricevuto la risposta della comunità internazionale (forse nemmeno l’Onu la rappresenta meglio del motore di ricerca numero uno del pianeta) e il castigo che merita. “La pratica dello sport è un diritto umano” – scrive Google citando proprio quella Carta che Kozak ha vanamente cercato di piegare ai suoi inumani interessi“Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare sport, senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione con spirito di amicizia, solidarietà e fair play”.

Miglior postilla, al doodle più bello e nobile di sempre, non si poteva davvero immaginare. E non è finita qui. Il nome di Sochi non compare (!), e cliccando sulla variopinta immagine la sconfitta del lato oscuro della Forza appare in tutta la sua meravigliosa enormità: trionfano, infatti, i riferimenti alla Carta Olimpica e, di qui, attraverso i commenti della stampa libera, alla tolleranza, al rispetto e alla giustizia. Un colpo di genio, quindi, e al cuore del Tiranno. Oggi Google non è entrato nella storia: oggi Google l’ha scritta. Con una semplice, memorabile immagine.

Enrico Steidler

MEDIA PARTNER

Pubblicità

Trending