Antonio Fioretto
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Schumacher, che tweet di merda!

Su Twitter una notizia falsa: "Schumi è morto". Tanta paura, subito sventata. Ma resta l'indignazione

Schumacher, che tweet di merda!
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Michael Schumacher, falsa notizia sulla sua morte

Non c’è limite all’indecenza. Non ci viene in mente nient’altro per definire quello che nella giornata odierna è avvenuto intorno a una delle vicende sportive più drammatiche e coinvolgenti degli ultimi anni, forse dell’ultimo secolo. Michael Schumacher, uno dei più grandi sportivi di tutti i tempi, è ricoverato nell’ ospedale di Grenoble, in Francia. Il che non è una novità, dato il risaputo incidente che ha drammaticamente colpito il campione di Formula 1. Ciò che, però, è successo nelle prime ore del pomeriggio ha dell’ assurdo e del becero allo stesso tempo. Su twitter, il noto social network, è spuntato un tweet che ha mandato nel panico mezzo mondo: “Michael Schumacher è morto”!

Consentitecelo: che tweet di merda! La (falsa) notizia è stata quasi immediatamente smentita dai medici e dall’entourage che segue Schumi. Anche Serge Pueyo, giornalista di Rtl, che segue direttamente la vicenda, ha scritto: “L’ospedale di Grenoble smentisce il decesso di Michael Schumacher. Un medico dell’ospedale che segue Schumacher ha smentito a sua volta la morte“.

I motivi del misfatto sono ignoti, così come l’identità dell’ idiota in questione. Una cosa, tuttavia, è certa. Che sia stato per la voglia di conquistare le prime pagine, per il desiderio di vivere un momento di gloria, per ostilità nei confronti del pilota (dura da credere, non vi pare?) o semplicemente per uno scherzo di pessimo gusto, Micheal non merita questo. Non lo merita lui, così come non lo meritano parenti, medici e milioni di tifosi che vivono in apprensione ogni singola ora che allunga la vita di Schumacher, seppur appesa ad un filo. La ricerca spasmodica di una speranza, per quanto effimera, non può e non deve essere spazzata via dai vizi o dai capricci di un elemento qualunque. Pensate lo stesso? Siete indignati? Benvenuti nell’ epoca dei social network.

Antonio Fioretto

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