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Arte&Cultura

C’era una volta… il Bel Paese

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visita privata di Obama al Colosseo

L’Italia, un Paese ridotto all’osso. La crisi imperversa e si devono trovare delle soluzioni. Quindi si decide di cancellare e diminuire le ore dedicate allo studio dell’arte a scuola perché il Governo non ce la fa a sostenere le spese. Agli italiani questa Italia non piace più. Ha stufato. Eliminare dalle scuole lo studio delle materie artistiche significa contribuire alla realizzazione di un Popolo ignorante. I ragazzi devono conoscere il patrimonio culturale e artistico della loro Patria. Sono aspetti legati al concetto di identità. Continuando di questo passo i giovani cresceranno a colpi di talk show e di “Grandi fratelli”.

L’ITALIA CROLLA A PEZZI COME I SUOI MONUMENTI – I monumenti italiani così come i musei sono abbandonati a loro stessi, perché sono sempre meno i finanziamenti riservati alla cura del patrimonio artistico. A Pompei crolla la Domus dei Gladiatori, poi si può continuare l’elenco con i pezzi della Domus Aurea, del Colosseo, eccetera. Non è togliendo l’arte dalle scuole che l’Italia risolve i suoi problemi.

L’IDEA DI PROGRESSO – Forse l’Italia guarda alle nuove tecnologie, all’industria, alla matematica. Tutto questo è giusto anzi anche in questo campo potrebbe applicarsi un po’ di più. Per progresso però non si intende solo quello. L’Italia deve anche seguire le sue inclinazioni e deve prendersi cura di quello che possiede già, forse non per molto continuando di questo passo. Per arte ovviamente non si intendono solo i monumenti ma anche i paesaggi. Da Nord a Sud offre scenari bellissimi e anche molto diversi tra loro. Dalle Alpi alla pianura, dalle città d’arte ai luoghi di mare. Vengono in mente anche alcuni versi del Canzoniere di Petrarca: “il bel paese Ch’Appennin parte, e ’l mar circonda e l’Alpe”. Insomma si può spaziare. Bisogna puntare sul turismo, sulla ricerca e sui giovani. Basta con le fughe di cervelli. Altrimenti ben presto saremo costretti a cancellare dai dizionari la voce “belpaese”. Una volta erano gli artisti a recarsi in Italia, ora sono gli artisti che se ne devono andare.

Erika Aleksandra Provenzano

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