Vincenzo Galdieri
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Juve, non hai scuse. Devi vincere l’Europa League

Fra due settimane esatte comincerà l'avventura bianconera in EL: vincere è un imperativo categorico assoluto. Può essere la svolta per tornare ad alti livelli anche in campo internazionale, l'occasione è troppo ghiotta

Juve, non hai scuse. Devi vincere l’Europa League
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La coppia d'attacco della Juventus

La coppia d’attacco della Juventus, Llorente e Tevez

Stavolta non ci sono scuse. Perchè se è vero che in Champions comunque fosse andato a finire lo sciagurato girone – c’erano almeno tre squadre più forti ed attrezzate, nella seconda vita europea della Juve 2013\2014, indubitabilmente, di squadre più forti non ce ne sono. Nemmeno una. Per questo e per tanti altri motivi, la Juventus dal 20 febbraio in poi sarà chiamata a rispondere ad un imperativo categorico assoluto: vincere l’Europa League. Troppo ghiotta l’occasione per permettere che possa sfuggire. In un sol colpo i bianconeri ritroverebbero un titolo internazionalepunti buoni per il ranking e la consapevolezza che anche fuori dai confini questa squadra è finalmente pronta per dire la sua. E poi c’è quella finale a Torino. E poi ci sarebbe la finale di Supercoppa Europea. E poi ancora soldi, prestigio e la possibilità di acquisire mentalità vincente anche in ottica Champions per l’anno prossimo. Bisogna vincere e basta: farsi sfuggire un’occasione come questa sarebbe un delitto.

MENTALITA’ DA TOP TEAM MONDIALE CERCASI: STOP AI TURNOVER MASSICCI – Per arrivare a questo tanto agognato trionfo internazionale, però, servirà un buon piano d’azione. E’ chiaro che la Vecchia Signora dovrà proseguire anche la sua marcia in campionato, a caccia di record e (soprattutto) del terzo Scudetto consecutivo. Servirà un’oculata gestione delle energie, ma la rosa è attrezzata per competere su entrambi i fronti. L’Europa League, almeno nella prima parte di questa seconda fase, potrà essere terreno di caccia per titolari aggiunti quali Marchisio, Vucinic, Osvaldo, Caceres, Isla ed Ogbonna. Ma occhio a non passare da un estremo all’altro. Conte ha avuto modo di constatare in Coppa Italia che cambiare troppi uomini e tutti insieme è una strategia che non paga. Sarebbe meglio non ripeterla più, per non rischiare un’altra clamorosa eliminazione. Bisogna pensare che la Coppa vale quanto il campionato, e non di meno. Bisogna aprire la strada, perchè l’Italia sotto quest’aspetto è rimasto l’ultimo paese calcistico retrogrado, che si permette il lusso di snobbare una competizione importante come l’EL. Ok al turnover quindi, ma diventerà necessario bilanciare: se giovedi hai una partita importante, puoi fare un po’ di rotazione pure domenica. Anche perchè in un torneo lungo 38 partite hai margine di errore e di recupero. In uno ad eliminazione diretta invece no.

MODELLO ATLETICO MADRID – Vincere in Europa restituirebbe una volta per tutte alla Juventus quella dimensione da top team assoluto che ad oggi, al netto dei risultati, ha soltanto in Italia. Le permetterebbe di tornare ad essere un modello di riferimento anche oltreconfine e non soltanto tra le mura amiche. In più, Vidal e soci potrebbero fare il pieno di mentalità vincente, arrivando ad acquisire ulteriore consapevolezza nei propri mezzi. Se hai queste due cose, hai praticamente tutto. Chiedere all’Atletico Madrid per credere. Pur non avendo una squadra di stelle, Colchoneros sono diventati fortissimi anche grazie al doppio trionfo in EL ed in Supercoppa Europea. Un processo di maturazione internazionale che oggi li ha portati ad essere addirittura dominatori in casa, in un campionato come la Liga dei mostruosi Real e Barcellona. Senza parlare del fatto che gli uomini di Simeone si candidano sempre più a serissima outsider anche per la Champions League. Alla base della loro trasformazione in squadra temibile a tutti i livelli c’è sempre lei: l’Europa League. Da troppi (in Italia) ingiustificatamente snobbata, ma tremendamente importante ed utile. Juve, vincila e fai capire a tutti quali sono i risvolti di un trionfo simile: poi vediamo se qualcuno ha ancora il coraggio di chiamarla Coppetta. 
Vincenzo Galdieri
Twitter: @Vince_Galdieri 

 

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