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Quagliarella – Juventus, una storia d’amore ai titoli di coda

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Fabio Quagliarella

Fabio Quagliarella, ormai ai margini della rosa bianconera

Tutto prima o poi è destinato a finire. Prima di sfociare in altri luoghi comuni del genere, va detto, che anche la storia di Fabio Quagliarella alla Juventus è ormai ai titoli di coda. Dopo un film durato 3 stagioni e mezzo, e sicuramente con una trama migliore rispetto a tanti altri visti a Vinovo nel passato più prossimo.

DA NATALE ALL’EPIFANIA – L’esordio bianconero di Fabio Quagliarella avviene in una giornata di fine agosto del campionato 2010-2011 al San Nicola di Bari, dove i galletti allenati da Ventura svelano la poca consistenza della Juve di Delneri. Il calciatore, applauditissimo dal settore ospiti, non incide sul match, ma sarà decisivo in quasi tutte le partite a venire. Dal gol contro la Samp alla prima in casa fino a quel maledetto 6 Gennaio. Launch match all’Olimpico di Torino contro il Parma e il ginocchio fa crack. Il calciatore più in forma del momento per la Juve costretto a 6 mesi di inattività e una tegola pesante come un macigno su una carriera pronta a conoscere il suo apice.

IL RUOLO DI COMPRIMARIO – La ripresa avviene che sulla panchina della Juve c’è già Antonio Conte. Mica male, i bianconeri stanno per dar vita ad un ciclo vincente che ancora oggi ha vita. La Juve gli fa sentire la fiducia, lo riscatta dal Napoli per 10 milioni e piano piano viene reinserito in squadra. A fine dicembre dopo un anno esatto dall’ultima rete (mancava un solo giorno) va di nuovo in gol con la maglia bianconera. Saranno altre 3 le marcature da lì a fine stagione, per un calciatore che non riesce ad esprimersi al massimo ma risulta comunque utile alla causa del primo scudetto.

FABIO D’EUROPA – L’anno seguente la Juve torna in Europa e Quagliarella sembra finalmente trovare la propria dimensione. Nelle due champions giocate con la Juventus la media gol in Europa è pazzesca (1 gol ogni 2 partite, e spesso partendo dalla panchina). Negli occhi dei suoi tifosi il gol a Stamford Bridge nel giorno del ritorno della Juve in Europa, e altre belle prodezze. Torna in doppia cifra dopo due stagioni sfortunate, e nonostante la concorrenza, disputa 35 partite nella stagione 2012-2013 e 20 nella prima parte della stagione in corso.

ETA BETA – Qualcosa però va storto. Eta Beta, soprannominato così perchè come il celebre personaggio Disney tira fuori dal gonnellino qualcosa di utile (un gol, una giocata), rifiuta altre destinazioni (in particolar modo la Lazio) e finisce via via ai margini di una squadra che dopo gli arrivi estivi di Llorente e Tevez ora ha anche Osvaldo. Rapporti ai minimi storici. Una bella storia d’amore ai titoli di coda. Col finale un po’ triste, come se Eta Beta avesse perso il proprio gonnellino. E in attesa del nuovo film partano pure i titoli di coda. Tanto questi, com’è noto, non li guarda nessuno. Finiscono nel dimenticatoio.

Giuseppe Andriani

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