Giuseppe Folchini
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Corruzione Ue. L’ Italia “contribuisce” alla metà dei costi, 60 miliardi di euro

I costi della corruzione in Italia, sono la metà di tutta la Ue. Scarsa integrità, leggi inadeguate e criminalità organizzata. Ma la stampa si salva

Corruzione Ue. L’ Italia “contribuisce” alla metà dei costi, 60 miliardi di euro
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 COSTO CORRUZIONE 60 MD-  Non siamo in qualche sperduto paese dell’ Africa centrale, vessato dal dittatore di turno. Non siamo in quelche ex repubblica sovietica, dove sono tornati al potere i vecchi burocrati con facce nuove. Siamo ancora tra i paesi più industrializzati dell’ Occidente, fondatori dell’ Unione Europea. Eppure secondo le stime dell’ Olaf, l’agenzia antifrode europea, l’Italia contribuisce da sola al cinquanta per cento del fenomeno della corruzione, che costa all’economia europea circa 120 miliardi di euro all’anno. I dati della Corte dei conti, indicano che i costi diretti della corruzione ammontano a 60 miliardi di euro l’anno, circa il 4% del Pil nazionale.

La sede della Commissione europea, a Bruxelles.

La sede della Commissione europea, a Bruxelles.

SCARSO LIVELLO DI INTEGRITA’- Secondo il rapporto presentato ieri, tre quarti dei cittadini europei e il 97% degli italiani, ritengono che la corruzione sia diffusa nel proprio Paese. E per due europei su tre, e per l’88% degli italiani, le mazzette e l’utilizzo di legami, sono il modo più semplice per ottenere alcuni servizi pubblici. La percezione non è idilliaca, in tutta la UE ma in Italia abbiamo raschiato il fondo. Nel nostro paese, i legami tra politici, criminalità organizzata e imprese,  lo scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive e di governo,sono tra gli aspetti più preoccupanti secondo l’ Olaf. Negli ultimi anni sono state portate all’attenzione del pubblico, numerose indagini per presunti casi di corruzione, finanziamento illecito ai partiti e rimborsi elettorali indebiti, che hanno visto coinvolte personalità politiche di spicco e titolari di cariche elettive a livello regionale.

LEGGE INADEGUATA – La nuova legge italiana contro la corruzione lascerebbe irrisolti vari problemi, perché non modifica la disciplina della prescrizione, la legge sul falso in bilancio e l’autoriciclaggio e non introduce reati per il voto di scambio. La questione della prescrizione è per l Ue, di fondamentale importanza. La Commissione cita uno studio del 2010, secondo cui i procedimenti penali estinti in Italia per scadenza dei termini di prescrizione,sono stati circa l’11,14% nel 2007 e il 10,16% nel 2008. Nello stesso periodo la media negli altri Stati membri dell’Ue menzionati dallo studio andava dallo 0,1 al 2%.

STAMPA  ULTIMO BALUARDO- I tentativi di definire un quadro giuridico, efficacia dei processi e la loro conclusione nei casi complessi, sono stati più volte ostacolati. Una nota lieta arriva invece, a sorpresa, dalla tanto bistrattata stampa nostrana. Considerata nella relazione dell’ Olaf, l’ ultimo baluardo : “..a combattere il fenomeno della corruzione resta solamente la stampa che dimostra una capacità decisamente elevata di denunciare i casi di corruzione“. Malgrado l’assetto proprietario dei media, presentino notevoli problemi. E ora chi glielo dice a Grillo e Berlusconi ?

Giuseppe Folchini

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