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Formula 1

F1, il pagellone dopo i test di Jerez

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SportCafè24-Pagelle Pallocca Alessandro
Il motore Mercedes V6

Il motore Mercedes V6

10: Il voto più alto va di diritto al motorista Mercedes che con i suoi 4 team è riuscita a mettere insieme più di 3000 km e solo qualche stop precauzionale. Un risultato che ha stupito tutti, a partire dall’amministatore delegato Mercedes, Toto Wolf che ha detto “È più di quanto ci aspettassimo al debutto con la nuova power unit”, rimandando però a Melbourne per una valutazione in toto delle prestazioni. Unico problema potrebbe essere lo sfruttamento della potenza nei test; infatti lo stesso Wolf ha dichiarato “stiamo già utilizzando tutta la potenza disponibile”: un elemento, se confermato, molto importante in ottica Ferrari, che sembra non aver usato il propulsore al 100%.

9: Tra i debuttanti Magnussen è stato il più superlativo. Al primo giorno alla guida si è piazzato al primo posto (per quanto possa essere indicativo) e staccando il secondo di ben 7 decimi. Diciamo che il pupillo danese è riuscito a mettersi in mostra già nelle World Series Renault dove ha vinto il titolo. D’altronde buon sangue non mente (Kevin è figlio dell’abile pilota di formula 1 e della 24Ore di LeMans). È stata una scommessa del “silurato” Withmarsh: solo il tempo saprà dirci se sarà il nuovo Hamilton o solo un pilota mediocre alla Gutierrez.

la sospensione innovativa della McLaren

la sospensione innovativa della McLaren

8: Non era facile sia per la McLaren che per la Ferrari presentare un buon progetto sin da subito (cosa che non accade dal 2011). Ora le due Scuderie sembrano avere le carte in regola per far male: il Team di Woking attraverso la sua nuova sospensione posteriore che cerca di riprodurre l’effetto degli scarichi soffiati (tutti i team stanno correndo ai ripari per copiare la soluzione) ed il Team di Maranello attraverso il motore, che secondo gli addetti pesa 3-4kg in meno dei concorrenti (cosa non da poco conto in F1).

Massa e Sir Frank Williams

Massa e Sir Frank Williams

7: Ben sopra la sufficienza troviamo la Williams che sembra una scuderia ritrovata grazie alla nuova power Unit Mercedes; ritrovato è anche Felipe Massa che è perennemente coccolato da Sir Frank Williams, leggenda del MotorSport, e da tutti i tecnici e meccanici. Scherza, ride, gioca ma soprattutto va veloce: nei due giorni in cui è sceso in pista ha collezionato un secondo ed un primo posto. Non male per un quasi campione del mondo (ma siamo ancora lontani dal rimpiangerlo in Ferrari).

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6: La sufficienza va alla Force India, non per la vettura (davvero brutta con quel muso), ma per la scelta dei piloti: Hulkenberg è stato uno dei migliori piloti del 2013, Perez anche se silurato dalla McLaren rimane una promessa della Formula 1, ed il Tester spagnolo Juncadella, che nell’ultima sessione di test si è piazzato al terzo posto dietro al connazionale Fernando Alonso, è stato autore di un’ottima prestazione.

5: La mediocrità spetta alla Sauber, monoposto che anche se motorizzata Ferrari staziona troppe volte nei piani bassi della classifica. Nel 2013 si sono fatti rubare uno dei migliori progettisti del circus, James Key (l’inventore dell’effetto coanda per capirci), per approdare all’ancora più mediocre ToroRosso, e sono riusciti persino a non rinnovare il contratto al pilota prodigio Hulkenberg. Nel 2014 la scuderia elvetica ha puntato tutto su Gutierrez, pilota ancora fin troppo acerbo e l’inutile Adrian Sutil, guidatore si esperto ma nè sicuramente un top driver né una giovane promessa su cui puntare nel breve periodo.

4: Il quattro secco se lo becca la Lotus rea di non essere riuscita a portare la sua vettura a Jerez. Il Team Principal Lopez ha sempre affermato l’inutilità dei primi test sia per le temperature basse che per l’alta probabilità di pioggia. La verità è che la Lotus è stata in forte ritardo sul progetto anche grazie agli enormi problemi economici: il debito si stima intorno ai 140 milioni di euro. La scelta di puntare su Grosjean è più che positiva, quella di puntare su Maldonado, un pilota pericolosissimo con le sue manovre da ergastolo, è solo una scelta obbligata (il pilota venezuelano con lo Sponsor PSDA porta in dote quasi 30 milioni).

3: Il numero “perfetto” va a finire dritto in faccia alla scuderia di Faenza. Il progetto sembra buono (alcune soluzioni sembrano molto interessanti) ma non convince ne il sistema di raffreddamento del motore Renault (per questo la Toro Rosso è stata più dentro ai box che in pista), sia la scelta dei piloti: in una stagione complicatissima e con mille variabili la scelta di affidare la TR09 al campione GP3, Kvyat è stata forse troppo azzardata, come è stato azzardato lasciare a Vergne l’altra monoposto. Il Francese è sempre stato incostante e molte volte letteralmente “sverniciato” dal compagno Ricciardo (che non a caso ora è in RedBull); forse si poteva puntare sull’appiedato, incomprensibilmente, Paul Di Resta

2: La Marussia è quella che mi ha stupito più di tutte; ovviamente in negativo. La squadra britannica aveva due anni e mezzo a disposizione per progettare una macchina che almeno inizialmente poteva andare a punti. Ed invece la macchina è estremamente semplice e l’unico motivo per sperare è l’utilizzo del motore Ferrari. Si pensava ad una Marussia in stile BrawnGp (nel 2008 ultima nel costruttori, nel 2009 campione del mondo grazie alla progettazione anticipata di 3 anni), ma cosi non è stato. Molto probabilmente il prossimo anno un’altra scuderia, dopo l’ispanica HRT, chiuderà i battenti.

1:L’infimo voto spetta alla Renault colpevole di aver portato a Jerez una Power Unit che fa acqua da tutte le parti. Rob White, responsabile tecnico della Renault ha riassunto cosi la tragica situazione «Ora sappiamo che la differenza fra il banco e la pista è maggiore di quanto ci aspettassimo». Il tutto rafforza il sospetto che siano le vibrazioni del V6 “Energy F1” e l’installazione in vettura a creare i più grossi problemi. Di sicuro la soluzione non è cosi semplice come la Red Bull e ToroRosso vogliono farci credere; ma per scoprirlo dovremo aspettare il 19 febbraio a Shakir.

0: il non voto se lo becca la RedBull. La gestione dei problemi alle unità motoristiche è stata a dir poco sconcertante. La notte del 2 giorno di test Adrian Newey se l’è presa coi progettisti Renault colpevoli di aver fatto un motore colabrodo. Il giorno dopo ci si è messo anche Chris Horner, stavolta però la Renault si è difesa dando la colpa allo stesso Adrian Newey responsabile di aver progettato l’ennesima monoposto cosi estrema da non riuscire a raffreddare il comparto elettrico dell’auto. La notte stessa Newey ed Horner sono ritornati in fabbrica sconcertati, alle 13 del giorno seguente sono stati seguiti da tutta la struttura. È ovvio che ci sia tensione tra le due case, ma personalmente ho trovato inappropriato che un team che deve il 30-40% delle sue vittorie anche alla Renault ora tratta quest’ultimo in malo modo dinanzi alle prime, comprensibili, difficoltà.

Alessandro Pallocca

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2 Comments

2 Comments

  1. carlo

    4 febbraio 2014 at 9:12

    Jan Magnussen, papà di Kevin, è stato pilota di Formula1 con Stewart e McLaren, e ha corso 15 volte la 24 ore di LeMans ma mai nei rally

    • Alessandro Pallocca

      4 febbraio 2014 at 18:16

      grazie per l’informazione, mi sono apprestato a modificare l’articolo

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