Giuseppe Folchini
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Caos alla Camera. Rissa per il decreto Imu-Bankitalia

Per evitare la decadenza del ddl, la Boldrini applica la norma "ghigliottina". Il M5S assalta i banchi del governo. Volano insulti, spintoni e schiaffi

Caos alla Camera. Rissa per il decreto Imu-Bankitalia
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IL PARLAMENTO E’ SACRO– Per chi è  laico e repubblicano, il Parlamento e le istituzioni sono una chiesa. Ieri, ciò che accaduto nell’ aula della Camera dei deputati, una rissa in pieno stile western,  è paragonabile allo stesso disprezzo mostrato da chi sputa sul pavimento di un luogo di culto. Se teniamo presente, che almeno il 70% dei deputati sono di prima nomina, potete immaginare quali siano le potenzialità, della nuova classe dirigente. Ho avuto nostalgia non solo di Berlinguer e di Moro (troppo facile) ma anche di Andreotti e questo non mi è piaciuto affatto. Le  immagini che documentano la vergognosa rissa in Montecitorio, mostrano  una banda di miracolati con serie difficoltà nel comprendere un regolamento di condominio, azzuffarsi con altri nominati dalle segreterie di partito ,in giacca e cravatta, scesi agli stessi livelli dei bulli di quartiere.

BOIA CHI MOLLA- Nei giorni precedenti, si era già intuito che il clima si stava arroventando. Nella conferenza stampa che preclude l’avvio della messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica il deputato pentasidereo Giorgio Sorial, definisce boia Giorgio Napolitano. La dose è rincarata del collega di partito Angelo Tofalo, ch egrida in aula il famigerato motto “Boia chi molla”.

Laura Boldrini, presidente della Camera

Laura Boldrini, presidente della Camera

LA GHIGLIOTTINA- La bagarre inizia quando la Presidente della Camera, Laura Boldrini, decide di utilizzare la cosiddetta norma  “ghigliottina”. Uno strumento che consente al presidente della Camera, di porre un termine per il voto finale sui decreti-legge – devono essere approvati entro 60 giorni-.  Insomma, serve ad evitare che l’ostruzionismo finisca per fare decadere il provvedimento Imu-Bankitalia, senza che l’assemblea abbia potuto votarlo. Un atto che la Boldrini avrebbe evitato volentieri, evitando di  passare alla storia come il primo presidente ad averlo applicato  Ma il confronto con i capigruppo, non ha portato gli effetti sperati. Pur limitando gli interventi ad una durata massima di 10 minuti per ciascun deputato, ci sarebbero volute almeno 29 ore per portare a termine la discussione. Ergo scatta la “ghigliottina”, che colpisce anche Sel , il partito della Boldrini, all’opposizione.

RISSE- Immediatamente dopo, i deputati del M5S scendono dalle proprie postazioni, gettandosi  verso i banchi del governo (vuoti) per occuparli, rallentando le operazioni di voto. I commessi cercano di trattenerli, volano insulti, spintoni e schiaffoni.  Stamani la Commissione Giustizia non è riuscita neanche a iniziare la seduta, convocata per le 8.30 al quarto piano di Montecitorio, perché il deputato di M5s, Vittorio Ferraresi, si è fatto trovare seduto ai banchi della presidenza. Spiegando che non se ne sarebbe andato, fin quando non ci fossero state le dimissioni di Boldrini e del questore Stefano Dambruoso (Scelta civica), accusato  di aver preso a schiaffi una parlamentare. Tensioni e scontri anche dopo il voto della commissione sulla legge elettorale. I due parlamentari del Pd Emanuele Fiano e Nico Stumpo, sono usciti a forza di spintoni dalla commissione bloccata dai deputati di M5s e sono stati portati via a forza dai colleghi perché stavano per venire alle mani con i grillini. Alla fine del blocco,  c’è stato anche un violento alterco verbale tra il presidente Sisto e alcuni deputati di M5s.

GOVERNO IRRESPONSABILE- Questo clima da “sfida all OK corral” che si  respira in Parlamento, ha fatto dimenticare  le responsabilità del governo. Il quale ha presentato un ddl come quello relativo allo slittamento della seconda rata Imu, accorpato con quello di Bankitalia. Dividere i due provvedimenti, avrebbe tolto ogni alibi  e sopratutto non alimentato sospetti piuttosto condivisibili.

BOLDRINI GARANTE DELLE ISTITUZIONI– Laura Boldrini, ha svolto  il ruolo di garante di una istituzione. E’ vero che la presidente ha attuato una norma mai applicata, ma è anche vero che si è ritrovata di fronte un opposizione che non si sarebbe mai lasciata sfuggire, questa ghiotta occasione, costi quel che costi.

Giuseppe Folchini

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