Giuseppe Folchini
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Nuovo anno giudiziario, stessi problemi

Il presidente della Cassazione, Santacroce, parla di indulto come unica via per emergenza carceri. Vietti, Csm, non è d'accordo

Nuovo anno giudiziario, stessi problemi
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Alla presenza del Capo dello Stato, si inaugura il nuovo anno giudiziario

Alla presenza del Capo dello Stato, si inaugura il nuovo anno giudiziario

OK AL TAGLIO DEI TRIBUNALI –Aperto ufficialmente l’anno giudiziario 2014, con la consueta relazione del primo Presidente della Corte di Cassazione Giorgio Santacroce. Alla presenza del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri sono stati affrontati temi quali indulto, processi pendenti, rapporto politica-magistratura, ridimensionamento dei tribunali. Proprio sul taglio dei tribunali periferici arriva l’elogio che non ti aspetti. Il presidente riconosce la fermezza sia della Cancellieri che del predecessore Severino, per aver mantenuto la barra dritta sul taglio dei tribunali, il pragmatismo per aver  reintrodotto la mediazione come strumento di deflazione del contenzioso civile ed il rafforzamento delle risorse umane, negli uffici giudiziari. Posizione che mette in serio dubbio la protesta dei magistrati, coinvolti appunto negli accorpamenti delle sedi giudiziarie. A quanto pare non così unanime e soprattutto fortemente sospetta di mera difesa del proprio orticello.

INDULTO UNICA VIA. MA ANCHE NO – Altro assist al governo e al Presidente della Repubblica, l’endorsement in favore dell’indulto : ” In attesa di riforme di sistema dovrebbe adottarsi un rimedio straordinario che consenta di ridurre con immediatezza il numero dei detenuti. Per ottenere questo risultato non c’è altra via che l’indulto-spiega inoltre Santacroce- L’indulto non libera chi merita di essere liberato  ma scarcera chi non merita di stare in carcere, reagendo temporaneamente ed efficacemente al problema del sovraffollamento». Linea che non sembra soddisfare il vice-presidente del Csm, Michele Vietti: ..non credo che sia l’unica strada da percorrere “. Secondo Vietti è necessario introdurre una seria riforma della carcerazione :”Abbiamo una legislazione penale carcero-centrica; bisogna mettere mano  a pene alternative al carcere “.

9MILIONII DI PROCESSI, 844 GIORNI PER L’APPELLO – Secondo Santacroce l’andamento della giustizia penale non presenta un quadro di criticità accentuato rispetto a quello degli anni scorsi, anche se non si registrano significativi miglioramenti nella durata dei procedimenti. Insomma niente è meglio che peggio. Dati alla mano, i procedimenti pendenti sono lievemente aumentati + 1,8% (3.237.258), le cause civili smaltite negli ultimi anni hanno un andamento da considerarsi statisticamente costante,  Il dato associato alla tendenziale riduzione delle sopravvenienze, attestate su 4.348.902 rispetto alle nuove liti instaurate – che nell’ultimo anno hanno registrato un aumento seppur modesto nei tribunali –  ha dato luogo alla riduzione dei procedimenti pendenti, pari a 5.257.693 cause in attesa di trattazione, con un calo del 4% rispetto all’anno 2012. Comunque stiamo parlando di quasi 9milioni di processi pendenti. E il presidente dichiara che “.. non sono perciò giustificate espressioni come collasso o sfascio o stato comatoso di una giustizia indistintamente evocata: termini che paiono oggettivamente mistificatori della situazione che caratterizza il settore penale”, bontà  sua, inguaribile ottimista. Del resto, anche se continua la tendenza alla riduzione dei tempi medi per le corti di appello (da 899 a 844 giorni),  sono tempi ancora troppo distanti dal parametro di due anni indicato dalla Corte di Strasburgo.

CONTRAPPOSIZIONI PARALIZZANTI E INTERVENTI IMPROVVISATI – Non sono mancate le tirate d’orecchie alla classe politica:  “Nel contesto di un quadro politico di contrapposizioni frontali e, spesso paralizzanti, si continua a privilegiare una politica del contingente – dice Santacroce – con interventi normativi a volte improvvisati  e, quel che è peggio, non compatibili in una logica di sistema “. Il presidente  sollecita “..un approccio più vicino agli standard europei che propongono modelli di giustizia più funzionali, anche per essere maggiormente credibili come Paese nel prossimo semestre di guida dell’Unione europea “. Ergo i magistrati, ora che Berlusconi è fuori gioco, sono disposti a discutere di una seria riforma della giustizia? Con divisione delle funzioni -sempre controllate dal Csm- e con l’abrogazione degli automatismi di carriera ? Se vogliamo parlare di standard europei, dobbiamo parlare anche di questo. Perché la magistratura, come è noto, non è composta solo dagli straordinari giudici antimafia o antitangenti.

Giuseppe Folchini

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