Erika Aleksandra Provenzano
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Che cos’è questa “Grande Bellezza”?

Paolo Sorrentino si prepara per la serata degli Oscar prevista per il 2 Marzo.

Che cos’è questa “Grande Bellezza”?
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"La grande bellezza" in corsa per l'Oscar. Il cast

“La grande bellezza” in corsa per l’Oscar. Il cast

L’ATTESA – Molte Sono le aspettative per il film di Paolo Sorrentino,“La Grande Bellezza”, candidato come miglior film straniero. Il 2 Marzo, a Los Angeles, a contendersi la statuetta, insieme a Sorrentino, ci saranno altri quattro film: Omar, The Broken Circle Breakdown, The Missing Picture e The Hunt.

L’ITALIA DELLA GRANDE TRISTEZZA – Non si può certo dire che L’Italia stia attraversando un periodo d’oro. Anzi pare una nave in procinto di affondare; tornano anche alla mente alcuni celebri versi del Purgatorio Dantesco: “Ahi serva Italia… nave senza nocchiere in gran tempesta…”; solo che quella era L’Italia del Trecento. “La settima arte”, il cinema, pare però ancora dare lustro al nostro Paese.

LA GRANDE BELLEZZA E’ UNA METAFORA – La Grande Bellezza è un film impegnato e descrive una realtà italiana attuale. Il lusso e la sfrenatezza della vita mondana sono descritti attraverso lo sguardo compiacente ma consapevole del protagonista, Jep Gambardella. Dietro la Roma mondana, festaiola, si cela una realtà degradata e malinconica; l’ambiente festaiolo è come una moderna “cena di Trimalchione”, trionfo del disgusto e della volgarità. Il film descrive l’ascesi catartica del protagonista, il suo è un viaggio interiore che trae origine da un mondo di bassezze per giungere alla contemplazione di una nuova consapevolezza. Quello che il protagonista sente attorno a sé è solo l’eco del rimbombo di un grande vuoto.

Il MESSAGGIO POSITIVO – Tra le varie figure, grottesche e non, l’unica che pare andare incontro alle domande del protagonista è quella della suora, assunta a simbolo di religiosità e di bellezza interiore, personaggio che fa da contrasto a un mondo di apparenze ed esteriorità. Nella parte conclusiva, il protagonista pare risorgere a nuova vita; l’alba romana e la passeggiata solitaria nei pressi del Tevere mostrano una Roma nuova, non quella affollata delle notti romane ma quella vera, pulita, delle nuove possibilità. Lo sguardo del regista nella parte finale si focalizza esclusivamente sul protagonista che viene ritratto da solo; potrebbe questo essere un invito ad ergersi al di sopra della massa e ad avere il coraggio di mostrarsi per quello che si è, a differenziarsi dagli altri e a non omologarsi.

Erika Aleksandra Provenzano

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