Luca Porfido
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Milan fuori dalla Coppa Italia: L’Europa è ora un miraggio

Il Milan, perdendo in Coppa Italia contro l'Udinese, ha detto addio all'Europa. Arrivare tra le prime 5 sembra un'impresa titanica per la squadra di Seedorf

Milan fuori dalla Coppa Italia: L’Europa è ora un miraggio
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Adriano Galliani AD del Milan

Adriano Galliani, l’uomo calciomercato del Milan deve inventarsi qualcosa

Forse lo sponsor della Fly Emirates non porta bene al Milan: Cosi come la sede della compagnia aerea a Dubai, anche i rossoneri sono dispersi nel deserto, con l’unica differenza che tra le dune la squadra milanista non sembra intravedere la tanto sospirata oasi. Ad oggi neanche uno sceicco servirebbe, perché anche spendendo 50 milioni per il mercato (considerando anche la carenza di giocatori acquistabili) la situazione sembra ormai irrecuperabile. La lampada d’Aladino, che giace secondo il racconto “le mille e una notte”, proprio in una caverna nel deserto, è l’unica possibilità per Seedorf di recuperare la stagione ed arrivare in Europa. Tuttavia, conoscendo Galliani, si potrebbe ipotizzare che sprecherebbe tutti e 3 i desideri per comprare 3 attaccanti, come ci ha abituati in passato.

INCUBO UDINESELa sconfitta in Coppa Italia per 2 a 1 contro l’Udinese ha definitivamente escluso i rossoneri dall’Europa per la prossima stagione. Vero che il Milan è ancora in corsa Champions ma, guardando da un lato l’Atletico Madrid e dall’altro i rossoneri, il quadro che ci appare è quello di un camion che si sta per scontrare con un carretto (la fine del carretto è scontata).  E forse sarebbe anche meglio cosi: Arrivare in Europa League, per il Milan, rappresenterebbe si un introito economico, ma anche  un impegno troppo gravoso, considerando la grande competizione che si sta creando in campionato: Roma, Juventus, Napoli, Fiorentina e, se Thohir farà quello che ha promesso, anche l’Inter. Tralasciando il “fastidio” che questa competizione arreca alle squadre italiane.

L’ADRIANO INOPEROSO – Galliani ha avuto la sua opportunità di mettere insieme un centrocampo di tutto rispetto: Nainggolan, trattativa che molti davano già per terminata, sfumato. Jorginho sfumato. Senza parlare poi dei vari ritocchi in difesa che non sono mai arrivati (Rami sembra non essere la manna dal cielo che in tanti speravano). I contratti a peso d’oro non si sono fermati: Gli 1,2 milioni a Traorè sembrano una barzelletta di cattivo gusto rispetto agli stipendi di Nainggolan e Jorginho, rispettivamente 1,4 milioni e 500 mila euro. Notizia dell’ultima ora è la trattativa, quasi terminata, per portare Essien a Milano. La domanda è se sia il centrocampista che serve. Quindi neanche il DS storico rossonero è esonerato dal mea culpa.

NOE’ SENZA ARCA – In quanti speravano che Seedorf fosse il risolutore dovranno forse ricredersi, non perché l’olandese non sia capace, ma perché ha accettato di prendere il comando quando la nave era ormai già mezza affondata. Conoscendo Clarence (grande appassionato dell’equilibrio tattico),  l’insistenza sul 4-2-3-1,  che porta ad uno sbilanciamento insostenibile (tant’è che le squadre con questo modulo si contano sulla punta delle dita), sembra più un obbligo dettato dall’immobilità del mercato: col centrocampo in queste condizioni, tanto vale sfruttare la forza in attacco. Peccato che non siano presenti esterni, tranne El Shaarawy, che possano garantire i movimenti e la copertura che questo modulo richiede. Tra l’altro si parlava di ritorno all’albero di Natale, come da diktat societario, e gli acquisti di Honda, Kakà, Birsa e Saponara  erano stati fatti in questa direzione.
Ma, passate le feste, anche l’alberello è stato messo in soffitta.

Luca Porfido

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