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Bastos si presenta con la sciarpa “Lazio merda”

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Michel Bastos con la sciarpa "Lazio Merda"

Paese che vai, usanza che trovi. Dalle nostre parti, si sa, è consuetudine assai diffusa sostenere la propria squadra insultando quelle altrui, e il discorso vale per le curve degli stadi come per i vertici delle istituzioni: ricordate il nerazzurro Ignazio La Russa e la sua leggiadra sciarpa con la scritta “Juve merda”? Mi sono trovato dietro la sciarpa aperta da un tifoso in maniera goliardica disse il luciferino co-fondatore di Fratelli d’Italia (ed ex-ministro della Difesa) nel maldestro tentativo di giustificare la foto che lo ritraeva sorreggere sorridente il “vessillo” incriminato insieme a quel buontempone di Marcello Taglialatela da Napoli, l’ex-assessore all’urbanistica della Regione Campania, e compagno di partito del prode Ignazio, che sarebbe stato di lì a poco – era il febbraio dell’anno scorso – eletto alla Camera dei deputati.

Ignazio La Russa e Ignazio TaglialatelaE’ quindi nel solco di questa nobile tradizione tricolore che è doveroso inquadrare il gesto di Michel Bastos, il centrocampista brasiliano con passaporto francese (approdato due giorni fa alla corte di Garcia in prestito dall’Al Ain) che ieri sera all’Olimpico ha salutato i suoi nuovi tifosi mostrando loro una sciarpa giallorossa “impreziosita” dalla scritta “Lazio merda”. Anche lui, come La Russa, si è trovato dietro la sciarpa lanciatagli da un tifoso in maniera goliardica, e dopo il suo festoso e applauditissimo défilé – interrotto dal tempestivo, si fa per dire, intervento di un addetto al campo – la AS Roma si è affrettata a gettare acqua sul fuoco con la stessa beata impudenza dell’illustre mattacchione nerazzurro: “Bastos ha esposto una sciarpa, lanciata dai tifosi – comunicano laconicamente i giallorossi sul loro profilo ufficiale di Twitter – inconsapevole del messaggio che conteneva. La Società e Michel si scusano per l’accaduto”.

Ora, le ragioni che impongono alla Roma di sostenere l’insostenibile (lo zero assoluto, infatti, non descrive solo una condizione della temperatura ma anche la possibilità che Bastos ignorasse il significato del messaggio incriminato) sono evidenti, ma allora perché limitarsi a poche – e non sentite – parole? Costava tanto chiedere scusa in modo meno telegrafico? Fare una brutta figura prima passi, ma farla anche dopo è…luciferino.

Enrico Steidler

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