Vincenzo Arnone
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#vucinicguarin, il tormentone che ha scosso l’Inter

Molto rumore per nulla: ma se Vucinic torna alla Juve quasi senza conseguenze, l'Inter rischia una faida interna ai piani alti della società

#vucinicguarin, il tormentone che ha scosso l’Inter
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L'attuale dirigenza dell'Inter: Thohir, Moratti e la Triade di mercato

L’attuale dirigenza dell’Inter: Thohir, Moratti e la Triade di mercato

Nelle ultime 36 ore Mirko Vucinic e Fredy Guarin sono diventati l’argomento più discusso all’interno dei confini italici. Altro che leggi elettorali, riforme del lavoro et similia, l’Italia ruota sempre e solo intorno al calcio. Ma intorno a questo scambio ruota il presente e il futuro dell’Inter con due presidenti, uno esecutivo e uno onorario, che hanno trasformato i loro reciproci sorrisi in sguardi di sfida che nemmeno compare Turiddu e compare Alfio in Cavalleria Rusticana…

MORATTI E LA RENDITA DI POSIZIONEMassimo Moratti non è più il proprietario ma all’Inter e nel cuore dei tifosi rimane comunque un Padreterno. Con il suo 30% di quote e il suo 40% in CdA, l’ex patron nerazzurro ha un peso specifico non indifferente e la dimostrazione è data dal fatto che Thohir non ha (ancora?) smantellato la squadra operativa dell’ultimo periodo morattiano: Ausilio, Branca e Fassone. I tre per i tifosi sono diventati una sorta di “Trio Liscanno”, considerato il mercato non proprio brillante della scorsa estate e la gestione della trattativa Vucinic. L’unica voce critica (e sconsolatamente lucida) nei confronti del presidente onorario è quella della Curva Nord, memore si del Triplete ma anche degli anni di Vampeta, Gilberto e Gresko, che a Moratti ha riconosciuto e riconosce grandi meriti ma ha anche rimproverato la tragica gestione del dopo Mourinho. Nonostante questo però la stima in Moratti da parte della maggioranza dei tifosi è rimasta immutata. Quando in mattinata è filtrata la voce, non si sa quanto vera, che dietro la cessione di Guarin alla Juve ci fosse proprio il suo avallo, Moratti ha declinato ogni responsabiltà con un laconico “Non ne so niente”. E i tifosi hanno ripreso a intonare il classico “un presidente, c’è solo un presidente”.

LA “FIDANZATA” THOHIRErick Thohir all’Inter è arrivato in punta di piedi, ha ripianato i debiti e si è messo in un angolo a studiare la situazione, in attesa del caldo dell’estate e del calciomercato “vero”. Poche uscite mediatiche sul nuovo asset di famiglia, poca disponibilità a investire e poche presenze a San Siro. Quanto basta per far vestire ai tifosi i panni della suocera che guarda con diffidenza la nuova fidanzata del figlio. In gioco però non c’è la buona riuscita del pranzo di Natale ma il futuro di una squadra che in Italia e in Europa ha una tradizione e una storia come poche. Forse ci si sarebbe aspettato uno sforzo, soprattutto economico, in più ma al momento le colpe del nuovo presidente sono poche, a maggior ragione in considerazione che è proprietario di una squadra non “sua”, da chi scende in campo a chi siede in panchina, da chi imbastisce le trattative a chi tiene i rapporti con le altre società. Di fronte alla trattativa shock però anche lui fa orecchie da mercante e blocca lo scambio alla pari con la Juventus, forse anche dopo la “furia” dei tifosi su twitter, affermando di non essere a conoscenza della trattativa.

MATER SEMPER CERTA, “PRESIDENTEM NUMQUAM” – Ma allora, di chi è figlio questo scambio? I “padri” indiziati sono due ma si sono tirati indietro ma la madre è la Triade di mercato nerazzurra, composta dai già citati Fassone, Ausilio e Branca. Se fosse vero che è stata l’Inter a chiedere lo scambio, a nome di chi avrebbero operato? di Moratti o di Thohir? Sembrerebbe di nessuno dei due. Se il calcio fosse un libro di James Bond, Spectre-Thohir potrebbe aver creato l’incidente di proposito per liberarsi di tre uomini di MM a lui poco graditi e poter piazzare uomini di sua fiducia tra gli agenti di Sua Maestà la Beneamata prima di decidere di spendere. Ma il calcio non è frutto della fantasia di Ian Fleming e, sotto le macerie di questa trattativa, rimane una domanda: ma all’Inter chi comanda? E scavando a fondo, si trova anche l’amara risposta: il caos.

Vincenzo Arnone

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