Antonio Casu
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Terra chiama Inter: se ci sei, batti un colpo

Un marziano, vissuto sul nostro pianeta qualche anno fa, torna da noi, osserva il momento dei nerazzurri e si fa un paio di domande

Terra chiama Inter: se ci sei, batti un colpo
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Facciamo un gioco: chiudete gli occhi e immaginate un marziano che, vissuto sulla Terra per tanti anni, è poi tornato sul suo pianeta d’origine, salvo poi decidere di tornare da noi in questi giorni dopo quattro anni. È una piccola creatura innocua, abituata a farsi delle domande molto semplici, quasi fosse un bambino. È intelligente, capisce tutto al volo.

Jose Mourinho, allenatore dell'Inter nel 2010

Jose Mourinho, allenatore dell’Inter nel 2010

UN AMORE A PRIMA VISTA – Quest’ essere particolare è tra le altre cose un grande appassionato di calcio. Tifa Inter, si innamorò di lei nel lontano 1965, anno in cui i nerazzurri vinsero la seconda Coppa dei Campioni di fila, allenati dal grande Helenio Herrera. Quella squadra era speciale, fu amore a prima vista. Da quel giorno non l’ha più tradita e ha continuato a sostenerla, nelle gioie e nei momenti più difficili. Una storia lunga 45 anni, arrivata fino al 2010: in quella stagione l’Inter, guidata dal condottiero Mourinho, vinse tutto e conquistò Champions League, scudetto e Coppa Italia. Un’impresa eccezionale, nessuno in Italia c’era mai riuscito.

L’ARRIVEDERCI  E L’AMARO RITORNO – Nell’estate che seguì il nostro amico decise di tornare nel suo pianeta d’origine. Lasciò l’Inter sulle vette più alte dell’Italia e dell’Europa. Dal giorno della sua partenza non ebbe più notizie della sua amata. Qualche giorno fa il grande rientro: il marziano è tornato sulla Terra e per prima cosa ha iniziato a sfogliare i giornali sportivi di questi ultimi anni. All’improvviso un’ombra è scesa sul suo viso fin lì sorridente. Che fine ha fatto la sua Inter? Era campione d’Europa, dominatrice del calcio italiano, e ora è quinta in campionato e fuori dalle Coppe?  Moratti non c’è più ed al suo posto è comparso un uomo arrivato dall’Oriente, simpatico ma preoccupato unicamente di far quadrare i bilanci. Passione zero a quanto pare, in lontananza si vede solo un ragioniere che parla di business, non di sport, un imprenditore che guida la sua squadra mentre vive dall’altra parte del mondo. Che fine hanno fatto i grandi campioni? E soprattutto, perché al loro posto ci sono ora un ragazzino perso nelle curve di una biondona fatale ed una Ranocchia che promette tanto da molti anni e insiste nel non voler diventare un Principe?

Marco Branca

Marco Branca, dt dell’Inter

MARCO BRANCA? ANCORA TU? – Il nostro marziano si dispera, è sull’orlo di una crisi di nervi, e nota ad un certo punto una cosa: Marco Branca è ancora il direttore tecnico dell’Inter. Ancora? Legge della gestione fallimentare degli ultimi anni, degli acquisti sbagliati, degli investimenti in giocatori poi persi nel nulla. Ieri ha addirittura letto di un possibile scambio con la Juventus: un attaccante discreto bianconero per il loro centrocampista più forte, un mediano in grado di rafforzare ulteriormente la rosa dell’acerrima rivale, già così una corazzata invincibile. Un altro affare a perdere con i nemici storici? Regalare Fabio Cannavaro, futuro Pallone d’Oro, per avere in cambio Fabian Carini (chi?), non ha insegnato proprio niente? Nonostante ciò Branca è ancora al suo posto? L’alieno, con il candore che lo contraddistingue, si domanda semplicemente il perché. Una domanda lecita visti i risultati ottenuti no?

UNA PASSEGGIATA A MILANO – Il marziano non ce la fa più, scende una lacrima sul suo viso. Decide oggi di uscire a farsi una passeggiata per le vie di Milano. Nota i volti neri di rabbia di tanti tifosi interisti, delusi per il fallimento di un progetto tecnico che stenta a decollare. Contestano Fassone, odiano Branca, chiedono a Thohir di fare qualcosa. L’indonesiano forse li ascolterà, forse no. Blocca lo scambio Guarin-Vucinic con la Juve, poi lo sblocca ed infine, notizia di pochi minuti fa, ferma definitivamente l’operazione. La società deve una risposta forte a chi ama la squadra ed invece sembra esserci solo tanta confusione. Lo stop dell’affare è solo un contentino da dare in pasto ai tifosi. Il nostro amico ora è davanti alla sede dell’Inter e piange a dirotto, vede attorno a sé solo tifosi rabbiosi. Non sa più cosa pensare, capisce solo che, nonostante tutto, non smetterà mai di amare la sua squadra, non trova altre risposte.

Il gioco si chiude qui, potete riaprire gli occhi. Era solo una fiaba, il marziano non esiste, ma la crisi dell’Inter è reale ed è più vera di un qualunque racconto dell’orrore. I supporters nerazzurri in questo momento non possono sognare, l’unica cosa che possono fare è tenere chiusi gli occhi nei giorni in cui si assiste, in campo e fuori, a prestazioni che non tengono fede a quei colori. Che Guarin vada via o meno, che arrivi Vucinic o no, in fondo, cambia poco.

Antonio Casu

@antoniocasu_

 

 

 

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