Vincenzo Arnone

Fiorentina: squadra sull’orlo di una crisi di nervi?

Fiorentina: squadra sull’orlo di una crisi di nervi?
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

FIRENZE, 20 MARZO – Sognava Firenze. Sognava di tornare ai vertici del calcio italiano, di tornare ai tempi in cui la Fiorentina era una delle sette squadre più forti del campionato, una delle “Sette sorelle”, di rivivere con Jovetic e Gilardino i fasti di Rui Costa e Batistuta.

Quel sogno, ormai, è diventato un vero e proprio incubo. La zona retrocessione non è vicina ma nemmeno a distanza di sicurezza, i giocatori sono demotivati, l’allenatore si sente accerchiato, la dirigenza, ampiamente contestata, non è in grado di trovare il bandolo della matassa. Lo 0-5 subito contro la Juventus (tra tante squadre, proprio gli acerrimi rivali), ha definitivamente incrinato il rapporto tra tutti i livelli della squadra e i tifosi.

La prima testa importante a rotolare è quella di Pantaleo Corvino, architetto di un progetto che, dopo Prandelli, non è più esistito. Il ds è stato infatti costretto a operare piccoli interventi di riparazione in una casa mai come ora pronta a crollare. Le sue colpe sono poche, recenti ma importanti: la gestione del caso Montolivo, la partenza di Gilardino con relativa mancata sostituzione, l’arrivo di Amauri, scartato dalla Juventus non per ragioni di ripicca ma semplicemente perchè non all’altezza. Il contratto in viola di Corvino scade a Giugno e non verrà rinnovato. Per lui potrebbe prospettarsi un futuro a Bergamo, se Pierpaolo Marino dovesse accettare la corte serrata che pare gli stia facendo Moratti, staremo a vedere.

[smartads]

La prossima testa a cadere potrebbe essere quella di Delio Rossi, incolpevole capitano di una nave che ancora non affonda ma non riesce nemmeno a navigare come potrebbe e dovrebbe. Nonostante Rossi sia abituato a fronteggiare situazioni difficili, questa volta non è ancora stato in grado di infondere fiducia ai suoi ragazzi e a tutto l’ambiente. Il materiale a sua disposizione non è stato scelto da lui, è vero, ma Rossi ha sempre dimostrato di sapersela cavare.

Sullo sfondo, Diego e Andrea Della Valle, una volta osannati come salvatori della patria, ora accusati, forse ingiustamente, di non avere più a cuore gli interessi della squadra. I Della Valle hanno perso il feeling con tifosi e città, il loro rapporto sarà difficile da ricucire.

Mai come in questo momento però, la squadra viola ha bisogno di serenità, sia al suo interno che all’esterno. Un anno fa, nelle condizioni psicologiche dei gigliati, c’era la Sampdoria: tutti sappiamo com’è andata a finire.

Vincenzo Arnone

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *