Giuseppe Folchini
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Fuori dai denti: Matteo e Silvio come Romeo e Giulietta

Accordo fatto tra Berlusconi e Renzi su legge elettorale, bicameralismo perfetto e Titolo V. Anche Alfano accontentato.

Fuori dai denti: Matteo e Silvio come Romeo e Giulietta
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Giuseppe Folchini, il nostro autore, risponde ai M5S Piemonte

Giuseppe Folchini,

CERONE E APPARENZA- Capannelli di giornalisti in trepidante attesa in Largo del Nazareno a Roma, dinanzi alla sede del Pd, hanno consacrato il giorno dell’ Incontro tra l’ipercinetico “comunicator” Matteo Renzi e l’insostituibile ( almeno per il centrodestra)  Silvio Berlusconi versione “reload”. Un evento che almeno fino a 15 anni orsono, sarebbe stato derubricato in un normale e noioso tètè-a-tètè tra due leader politici. L’avvento del berlusconismo ha sdoganato la politica del cerone e dell’apparenza. Ogni quarto d’ora collegamenti in diretta, manco fosse la finale del campionato del mondo di calcio. Cosa vuoi che capiti in un meeting politico ogni quarto d’ora ? Ci mancava solo la moviola.

BERLUSCONI RAPPRESENTA IL CDX- Del resto la settimana è stata ricca, dal punto di vista mediatico, con un segretario del Pd  sottoposto al “fuoco amico”, della minoranza che fa capo a Bersani, Cuperlo – D’Alema se preferite, tanto è lo stesso- e Civati. I compagni di partito hanno rimproverato a Renzi, una sostanziale  legittimazione del Cavaliere, dopo la sua condanna, ritenuta inaccettabile. Personalmente ritengo che Renzi a sinistra abbia, forse, solo il cuore. Non trovo opportuno che faccia il sindaco per hobby, mentre si impegna a diventare il Tony Blair “denoaltri” ma le critiche amorevoli ricevute all’interno del Pd, sono piuttosto pelosette. Siamo d’accordo Silvio è stato condannato ed è ineleggibile. Bene . E chi rappresenta attualmente il centrodestra ? Angelino Alfano ? Roberto Formigoni ? Totò avrebbe esclamato “ma mi faccia il piacere!”.

Gianroberto Casaleggio

Gianroberto Casaleggio

ETICA VARIABILE E RIFORME CONDIVISE-  Le anime candide, che si sono strappate le vesti, non sono andate tanto per il sottile ,quando si è trattato di costituire un governo di larghe intese con lo stesso Berlusconi, il quale aveva già in dote una condanna in primo grado ed innumerevoli prescrizioni -rammento che la prescrizione non è un assoluzione-. Renzi ha dialogato con il leader riconosciuto del centrodestra. Schieramento che non ha proposto alternative al Silvio nazionale.  Senza tralasciare la chiusura a doppia mandata del Movimento Cinque Stelle, per voce di Casaleggio , che non si capisce per quale motivo possa parlare a nome del M5S. E le riforme il Pd non le può – e non le deve- fare da solo.  Dopo l’ennesimo vaffa le faranno in due, più quelli che ci stanno. Ma le faranno comunque in Parlamento, non in uno scantinato in gran segreto. Forse qualcuno pensava veramente che Renzi avrebbe tentato le riforme a colpi di maggioranza ? Magari facendosi infilzare dai famigerati 101 ( che non sono quelli della carica ) o dai grillini , che hanno cambiato idea sul modello elettorale un giorno si ed uno no.

L’IDILLIO- Al termine dell’incontro, durato due ore, i toni sono stati piuttosto entusiasti. Matteo Renzi ha dichiarato, nella breve conferenza stampa : C’è stata una sintonia profonda con Forza Italia sulla riforma del titolo quinto e sulla  trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie , con la clausola che i suoi membri non percepiscano indennità e che non vi sia una loro elezione diretta”.- ribadisce Renzi che- Con questa riforma, quindi, “ci sarà la fine del bicameralismo perfetto . La terza profonda sintonia con Silvio Berlusconi, prosegue il sindaco di Firenze “..è sulla legge elettorale, una legge che favorisca la governabilità e il bipolarismo e che e limini il potere di ricatto dei piccoli. Su questo abbiamo condiviso l’apertura alle altre forze politiche . Leggi dobbiamo coinvolgere Alfano

Anche Silvio Berlusconi, gongola : “ Durante il nostro colloquio, pur ribadendo le critiche di Forza Italia all’azione dell’esecutivo, e auspicando di poter al più presto ridare la parola ai cittadini, ho garantito al Segretario Renzi che Forza Italia appoggerà in Parlamento le riforme volte a semplificare l’assetto istituzionale del Paese, e, in particolare, quelle relative alla trasformazione del Senato e alla modifica del Titolo Quinto della Costituzione“.

L’ ACCORDO

PROVINCE E SENATO- La modifica del titolo V della costituzione, riguarderà sopratutto le Provincie e le città Metropolitane. Abolizione delle prime ed accorpamento in Città Metropolitane. Così come è stato presentato, l’attuale piano è piuttosto fumoso e la Corte dei Conti, ipotizza adirittura un espansione dei costi anzichè una riduzione. La trasformazione del Senato , appunto in una Camera delle Autonomie con membri nominati, provenienti da altre istituzioni.

MODELLO SPAGNOLO – Dei tre modelli, quello sul solco della legge elettorale spagnola è un sistema proporzionale con una forte correzione maggioritaria, che ha portato in poco tempo il sistema spagnolo a un sostanziale bipartitismo, salvaguardando però i partiti che hanno forte radicamento locale ma scarso consenso su scala nazionale . La legge prevede infatti una divisione del territorio in un elevato numero di circoscrizioni elettorali – in Spagna coincidono con le province – con attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza del 15% e una soglia di sbarramento al 5%. In un sistema del genere, pur essendo il metodo per assegnare i seggi quello  proporzionale, partiti che non raggiungono il 20% nel collegio saranno difficilmente rappresentati in parlamento. Il sistema adottato in Spagna però non garantisce di per sé una maggioranza, specie nell’attuale assetto politico italiano, non bi,  ma tri-polare.  Nella versione renziana del sistema spagnolo il premio è – per la camera -di 93 seggi, pari al 15% dei deputati. Dopo il colloquio tesissimo tenutosi giovedì sera, tra Alfano , Letta e Renzi, i rapporti sono cambiati in corsa. Un fittissimo giro di telefonate tra Matteo ed Angelino, con il silenzio assenso di Berlusconi, ha permesso al leader di Ncd di portare a casa la ripartizione nazionale in piccoli collegi ed un premio di maggioranza dato alla coalizione vincente, garantendosi la presenza del simbolo elettorale. Dovrà sacrificare le preferenze, sostituite da listini bloccati ma con pochi candidati. ( Sarà sufficiente a superare obiezioni di incostituzionalità ? )

NIENTE PREFERENZE – Ancora una volta  non si vogliono far scegliere le persone e, probabilmente, questo è il dazio più pesante che si è pagato per l’accordo con Berlusconi . In questo Paese, immobile per vocazione non solo per la crisi, prendere delle decisioni sembra un atto rivoluzionario. Lo stesso Pd, prima dell’arrivo di Renzi aveva la vitalità di un circolo bocciofilo  Ma visto che, fino ad ora, in Parlamento su questi temi non sono riusciti ad accordarsi nemmeno sugli ordini del giorno, dobbiamo beccarci il “cinguettio” dei nuovi fidanzatini d’ Italia. Chi è causa del suo mal pianga se stesso

Ps : entro le 16.00 di lunedì sarà presentato il testo dell’accordo

  Buona settimana a tutti. Ma che sia proporzionale

Giuseppe Folchini

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