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Molière in bicicletta, la nuova brillante commedia francese di Le Gay

Reduce dal successo registrato in Francia, il 12 Dicembre è uscito nelle sale italiane il nuovo lavoro del regista de "Le donne del sesto piano"

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In una piccola cittadina francese, Serge, ex attore teatrale, ormai ritiratosi dalle scene, vive in semplicità lontano da quel mondo frivolo e ipocrita che anni prima l’aveva deluso, finché Gauthier, un vecchio amico e collega, riappare dal passato per proporgli qualcosa di inaspettato. La ragione del loro incontro, la messa in scena de “Le Misanthrope” di Molière, li porterà a confrontarsi con il loro vissuto, dando vita a risvolti inattesi.

LA RAPPRESENTAZIONE FRANCESE DEL VERO – Sembra il prologo di una tradizionale commedia cinematografica  francese, dove il burbero e solitario attore riscopre la strada per la vita e per il successo grazie all’aiuto dell’amico ritrovato. La pellicola, invece, intreccia sapientemente la dimensione umana e quella teatrale, che diventa mezzo e fine della storia: il palcoscenico diventa il luogo dove si abbandonano le maschere e si svela la verità sull’essere umano e le sue fragilità.
La commedia di Moliere è l’artefice di questo disvelamento: così, una donna ferita si rivela un’inaspettata seduttrice, il buono e conciliante Gautier scopre l’egoismo che si cela dietro la sua illimitata disponibilità e infine Serge, vittima della cattiveria altrui ma al tempo stesso anche della sua presunzione.

IL FILM – Una pellicola dall’atmosfera semplice e delicata, in cui luoghi e personaggi evocano sentimenti genuini come l’amore, la gelosia, la delusione e la speranza e dove momenti di commovente tenerezza si intervallano ad una spontanea comicità. Con i due protagonisti, interpretati da Lambert Wilson e Fabrice Luchini, si interfacciano figure contraddittorie, come la piccola Zoe, aspirante porno attrice dalla disarmante dolcezza e Francesca, interpretata da Maya Sansa, la bella e burbera italiana che riuscirà a conquistare l’amicizia di Serge a dispetto della sua rinomata “misantropia”.
A livello narrativo, la rilettura di Molière da vita ad una vera riflessione sull’essere umano, portata avanti con estrema leggerezza sullo sfondo dell’esistenza semplice di uno sperduto paesaggio di campagna.

IL CAST – il regista Philipe Le Gay e l’attore Fabrice Luchini, già insieme nell’ apprezzato “Le donne del sesto piano”, sanciscono con quest’ultimo lavoro il loro sodalizio artistico. L’autore francese confessa che il film è stato totalmente ispirato da Luchini, il quale, durante una passeggiata in bicicletta si mise a declamare i versi del Misantropo: «è proprio in quel momento che il film e il titolo, si sono materializzati davanti ai miei occhi», afferma Le Gay. La pellicola francese è stata in patria un vero successo, registrando più di un milione di spettatori. Siamo curiosi di sapere se il pubblico italiano saprà apprezzarla quanto quello d’oltralpe.

Patrizia Culmone

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