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La Juventus dei record: 11 vittorie consecutive. Ed è solo l’inizio

Sono 11 le vittorie consecutive della Juventus, e la squadra di Conte ha ora nel mirino altri due record da battere

La Juventus dei record: 11 vittorie consecutive. Ed è solo l’inizio
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Arturo Vidal, Juventus, Serie A

Arturo Vidal, vero trascinatore della Juventus

Undici volte Juventus, come non era mai capitato nella sua storia iniziata nel lontano 1897. E il cammino sembra essere ancora lungo, perché la squadra di Conte non ha nessuna intenzione di fermarsi: l’obiettivo è quello di continuare a infrangere ogni record presente in Serie A. La partita contro il Cagliari è stata difficoltosa, ma come ogni grande squadra che si rispetti, nei momenti di difficoltà sono venuti fuori la grinta, la determinazione e la voglia di vincere, e i bianconeri sono riusciti a recuperare lo svantaggio iniziale e addirittura a rifilare 4 reti ai sardi che sicuramente non hanno sfigurato come il risultato finale vorrebbe fare intendere. L’undicesima vittoria consecutiva è arrivata, gli 8 punti di vantaggio sulla Roma diretta inseguitrice sono rimasti; forse, anzi sicuramente è ancora troppo presto per parlare di Scudetto e campionato chiuso, ma se queste sono le

premesse (52 punti in classifica alla fine del girone d’andata) per la Juventus la strada verso la possibilità di poter mettere la tanto agognata terza stella sul petto sembra essere spianata.

ANDATA DA SOGNO – Si. è proprio così: i numeri dei bianconeri sono impressionanti. Una sola partita pareggiata contro l‘Inter e un solo segno negativo nel match contro la Fiorentina non possono sicuramente oscurare le 17 vittorie che Buffon e compagni hanno conquistato, dominando per il terzo anno consecutivo il campionato italiano. Allo Juventus Stadium è crollato prima il Napoli e poi la Roma, stesso risultato, un 3-0 secco che non lascia spazio a nessun dubbio: per battere la formazione bianconera, soprattutto in casa sua, bisogna fare molto di più. Non bastano i vari Higuain, Callejon, Insigne o i vari Gervinho, Totti e Ljajic annichiliti dall’organizzatissima macchina creata da Antonio Conte, c’è bisogno di formare una vera e propria macchina da guerra che possa competere e candidarsi come prima e unica contendente al titolo. Ora come ora nessuno ne è stato capace, ci ha provato Rudi Garcia ma non è bastato, ci ha provato Benitez ed è successa la stessa cosa, ci ha provato persino Mazzarri, che però adesso sembra essere più impegnato a lamentarsi per i numerosi errori arbitrali subiti dalla sua squadra, piuttosto che guardare come piano piano l’Inter si stia disgregando sotto il suo naso. La Juventus ha avuto un ruolino di marcia incredibile ed è da record non solo in Italia ma anche in Europa perché neanche le più blasonate Barcellona, Bayern Monaco e Real Madrid sono riuscite a raccogliere il bottino dei bianconeri. Ecco, proprio quell’Europa nella quale i bianconeri non riescono ad imporsi come fanno nella Serie A: sembra impossibile che una squadra così possa bloccarsi davanti al Galatasaray e persino al Copenaghen, ma è successo, forse per un problema di modulo, forse per un problema di mentalità, ma è successo e alla Juventus non resta altro che cercare di mettere le mani sull’Europa League visto anche che la finale si giocherà tra le mura amiche.

IL GRUPPO E I CAMPIONI – Sono queste le vere chiavi del dominio bianconero, Antonio Conte ha creato un gruppo forte che lotta unito verso uno scopo comune, niente egoismi, la manovra deve essere ben articolata e la palla non va mai buttata via ma va sempre giocata. Lo spogliatoio è unito, i calciatori vanno d’accordo sia dentro che fuori dal campo e anche chi si vede scavalcare da un compagno di squadra nella gerarchia, venendo relegato da un giorno all’altro in panchina, sa che deve farsi trovare pronto quando viene chiamato in causa. E’ il caso di Claudio Marchisio che è tornato al gol dopo mesi proprio nella difficile trasferta di Cagliari facendo in modo che il risultato cambiasse a favore della Juventus. I campioni? Tanti, a partire da quello che era stato definito il bidone dell’anno e che invece porta il 10 sulla schiena risultando sempre incisivo: Carlitos Tevez non sta facendo rimpiangere nessuno ed era proprio il centravanti che mancava gli scorsi anni. Paul Pogba, che a soli 20 anni è il giocatore più richiesto dalle big europee pronte a fare follie per vederlo giocare con la propria maglia. Arturo Vidal, un vero condottiero che non si arrende mai, un centrocampista che segna con la facilità di un attaccante e che dirige la squadra come se fosse un allenatore in campo. Fra questi possiamo anche inserire lo Juventus Stadium, si perché quello che da “qualcuno” è stato definito “Sistema Juve” è stata la svolta dopo l’anno in Serie B e i due settimi posti consecutivi. Avere una vera casa, avere un luogo che è solo tuo e che non devi condividere con altri ha fatto si che scattasse in tutti, tifosi e staff, quell’orgoglio e quella voglia di tornare a essere la “vera Juve” che si stava smarrendo.

ULTIMI RECORD – La Juventus è tornata ad essere la Juventus, è tornata al centro di ogni polemica e più semplicemente è tornata a vincere. Ma ci sono ancora due record da battere e sono tutti e due detenuti da Mancini e dalla sua Inter: le 17 vittorie consecutive in campionato e i 97  punti con cui i nerazzurri avevano vinto lo scudetto nel 2007.  Al giro di boa la formazione bianconera è a quota 52, se tutto quello che i ragazzi di Conte hanno mostrato fino ad ora non subirà un brusco cambiamento, la strada verso l’olimpo del calcio italiano sarà in discesa e la quota dei 100 punti potrebbe essere finalmente superata. Non ci resta che aspettare, ma nel frattempo un plauso è d’obbligo: complimenti, Juve dei record. 

Chiara Aleati 

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