Walter Molino
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Crisi Inter totale: rosa inadeguata e equivoci tattici

3 vittorie nelle ultime 10 partite sono un bottino inaccettabile per i nerazzurri, che passano al girone di ritorno con 32 punti

Crisi Inter totale: rosa inadeguata e equivoci tattici
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Zanetti, Thohir e Mazzarri insieme a tavola (fonte: www.inter.it)

Zanetti, Thohir e Mazzarri insieme a tavola (fonte: www.inter.it)

Al termine del girone d’andata la situazione dell’Inter non è per niente confortante. La squadra di Mazzarri, dopo un iniziale stato di forma confortante, sta evidenziando tutti i suoi limiti, e ha totalizzato fin qui tre punti in meno rispetto all’Inter di Stramaccioni dello scorso anno. Il terzo posto è diventato quasi un miraggio con il Napoli a 10 lunghezze di distanza. Per raggiungerlo servirà praticamente un miracolo, e i presupposti per farlo non si vedono né nei risultati né nelle prestazioni: inevitabile parlare di crisi Inter. Qualche episodio sta danneggiando la squadra, ma ci proponiamo di effettuare un’analisi senza considerare i torti arbitrali.

CRISI DI RISULTATI – Tra Campionato e Coppa Italia, i nerazzurri nelle ultime dieci partite ne hanno vinte solamente tre: contro avversari molto modesti come Livorno e Trapani e in maniera non del tutto netta contro il Milan nel derby. Poi 4 pareggi (tra i quali in casa contro Sampdoria, Parma, e ieri sera contro il Chievo) e 3 sconfitte. L’obiettivo minimo delle stagione, era quello di fare meglio dell’anno scorso; l’obiettivo più ambizioso, ma che sembrava comunque possibile ad inizio stagione, tornare in Champions League. Con queste premesse si rischia di fallire anche l’obiettivo minimo. La solidità quantomeno in casa è il primo passo che l’Inter deve assolutamente raggiungere, specialmente contro le medio-piccole. E il traguardo da porsi per la seconda parte della stagione è quantomeno quello di strappare il pass per partecipare all’Europa League, per non perdere del tutto l’appeal internazionale in ottica sessione estiva di calciomercato. Tutto ciò è purtroppo frutto di un gioco di squadra davvero deludente. Fino alla gara persa a Napoli per 4-2, l’Inter aveva un’ottima capacità realizzativa e grazie al bottino accumulato nelle prime giornate gode ancora del terzo migliore attacco. Ma nelle ultime 4 partite l’Inter ha gonfiato la rete avversaria due sole volte. Mezzo goal a partita è una media assolutamente inaccettabile.

EQUIVOCI TATTICI – Il 3-5-1-1 di Mazzarri sta cominciando ad evidenziare i suoi limiti. Rodrigo Palacio schierato unica punta in ogni occasione, non rappresenta un solido attacco. Fermo restando che l’argentino sarebbe in teoria una seconda punta, fa fatica a giocare come unico attaccante, e i pochi palloni giocabili che ha deve costruirseli da solo, magari dribblando più di un avversario e aggirando l’area di rigore. Il suo rendimento resta comunque ottimo, e senza di lui chissà dove sarebbe questa squadra. Diego Milito spesso è acclamato a furor di popolo dalla tifoseria, ma nelle ultime due partite di campionato (Chievo e Lazio) in cui è subentrato in corso, non ha ricevuto nessun pallone giocabile. A 35 anni da compiere a giugno, non gli si può chiedere di fare reparto da solo come ai tempi del triplete. Senza una solida assistenza pochi attaccanti possono fare la differenza. Un altro problema di questa squadra è Ricky Álvarez schierato sempre fuori ruolo. Nelle prime gare, l’argentino veniva schierato dietro la punta, e aveva dato grandissimi risultati, mettendo a ferro e fuoco tutte le difese avversarie. Poi Mazzarri ha deciso di schierarlo come interno di centrocampo: da qui i problemi. Álvarez non è risultato più decisivo in fase di realizzazione come all’inizio, e viene spesso ad occupare la fascia destra, lasciando scoperto il centro del campo.

ROSA INADEGUATA – Al di là delle colpe di Mazzarri, è doveroso giustificarlo, analizzando il livello della rosa nerazzurra, probabilmente mai così basso negli ultimi anni. Oltre a discutibilissimi elementi, se non improponibili, come Pereira, Kuzmanovic, Mudingayi, Andreolli e Wallace (due fantasmi), ci sono giocatori che non stanno rendendo come si sperava come Kovacic, apparso impreciso e mai pungente in attacco e  Ranocchia, in chiara fase di involuzione (vedere la marcatura su Klose, e la panchina di ieri). I due “pezzi pregiati” del mercato estivo, se così è possibile definirli, sono stati Icardi e Belfodil. L’argentino è sempre infortunato e ben più attivo sui social network e in camera da letto che in campo; il franco-algerino ha giocato poche partite senza riuscire a marcare mai il cartellino. In altre parole, ad eccezione di Campagnaro, la rosa è identica a quella dello scorso anno. 

IMMOBILISMO SOCIETARIO – Con il mercato aperto, i fari sono ovviamente puntati su Erick Thohir, fari che però devono allungarsi fino a Giakarta, visto che il neo-presidente ancora non è tornato a Milano. Stesso dall’Indonesia, ha però fatto capire che colpi di mercato non ce ne saranno, e per fare qualche acquisto, sarà indispensabile prima vendere. Ranocchia, Guarín e Belfodil (che tuttavia dovrebbe trasferirsi solo in prestito con diritto di riscatto) sono i maggiori indiziati per fare cassa e puntare a un altro attaccante che potrebbe essere Osvaldo e chiudere finalmente per D’Ambrosio rinforzando le corsie esterne. Tutti gli interisti devono purtroppo guardare in faccia alla realtà e capire che Thohir è ben diverso dagli sceicchi o dai magnati russi. È arrivato da poco, e il suo esborso per la società è stato notevole, non gli si può chiedere adesso a Gennaio di impegnarsi pesantemente sul mercato, in una stagione che per altro sembra già compromessa. A giugno invece, sì, neanche per Erick Thohir ci saranno scuse, e l’Inter dovrà essere la protagonista del mercato estivo, per provare nella stagione 2014/2015 a ripartire, dopo quasi 5 anni di stop post-triplete. I primi giudizi sul tycoon indonesiano, in poche parole devono essere per forza di cose rimandati a Settembre 2014, a mercato chiuso.

Walter Molino (@matchbeth)

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