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Pagelle Roma-Genoa 4-0: Florenzi gol da copertina, Totti sale a 231

Florenzi imita Van Basten, Totti raggiunge 231 in serie A

Pagelle Roma-Genoa 4-0: Florenzi gol da copertina, Totti sale a 231
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Partita a senso unico all’ Olimpico, quattro reti ed altre numerose occasioni per la squadra di Rudi Garcia che reagisce immediatamente dopo la dura sconfitta allo Juventus Stadium. Gol da copertina per Fifa o Pes, quello segnato da Alessandro Florenzi, che al 26′ del primo tempo sblocca il risultato per i giallorossi. Genoa non pervenuto, messo sotto in tutte le fasi di gioco e per l’intera durata del match.

ROMA

De Sanctis s.v. – Se non fosse stato per l’annuncio in formazione dello speaker ad inizio gara, ci saremmo dimenticati di lui. Un paio di uscite e poco più per il portiere ex Napoli.

Maicon 7 – In una partita dove non gli viene richiesta alcuna fase difensiva vista la pochezza del Genoa in avanti, spinge per l’intera durata del match suonando la carica ai compagni e siglando il gol del 3-0 dopo una bellissima ripartenza aperta da Dodò, rifinita da Florenzi e conclusa dal forte terzino giallorosso. Non è un caso che la presenza di Florenzi gli permetta di aumentare il numero dei giri giocando una partita molto più offensiva rispetto alle ultime uscite, dove su quella fascia la presenza di Ljaic lo aveva intimorito nelle sortite offensive. Treno (dal 83′ Jedvaj s.v.) Esordio.

Burdisso 6 – Se la cava meglio del solito, non è facile giocare come terzo centrale, soprattutto quando in pochi giorni si è costretti a ritrovare il ritmo partita venendo impiegato in due gare ravvicinate in 3 giorni. Alcune lacune in fase di disimpegno sono sotto gli occhi di tutti, ma la sua gara è sicuramente sufficiente. Professionista.

Benatia 7,5 – Per rendimento stagionale, il miglior acquisto giallorosso. Una statua di marmo quando si tratta di mettere il fisico, un centravanti puro quando si tratta di andare a saltare sui calci d’angolo. Gioca in un universo quasi mistico dove nulla sembra scalfirlo, aiuta i compagni, guida la difesa ed è perfetto anche in fase di disimpegno difensivo. Monumento

Dodò 6 – Probabilmente l’unico elemento capace in questo momento di dividere critici e addetti al lavoro. Se si parla di Dodò, è  perché effettivamente c’è ancora molto che non convince sul giovane laterale sinistro, mezzi tecnici e corsa non si discutono, anche le fasi di copertura stanno migliorando, ma gran parte dei suoi errori si registrano ancora in disimpegno o in fase di uscita col pallone. Anche oggi, perde una brutta palla in uscita che poteva creare grattacapi. Dubbio

Nainggolan 6,5 – Gioca una partita ordinata, senza far rimpiangere l’assenza di De rossi, seppur impiegato in un’altra posizione del campo. L’andamento della gara lo aiuta e gioca con personalità. Sul taccuino, un gran destro di collo esterno che impegna seriamente Perin. Bisognerà capire se il suo acquisto è frutto di un’illustre prossima cessione in estate o l’incipit per la costruzione di una grande squadra. Buona la prima.

Pjanic 6 – Le sue immense qualità in fase di palleggio si vedono anche nel match odierno, duetta con Totti negli ultimi trenta metri e con i suoi compagni di reparto, non cerca molto le conclusioni dalla distanza anche se con un piazzato di destro sfiora il gol nella ripresa. Elegante (dal 71′ Destro 6) Spreca un assist di Strootman calciando sopra la traversa dopo un duetto con l’olandese, sfiora un grandissimo gol colpendo in spaccata al volo sempre su lancio dell’ex  Psv.

Strootman 8 – Gioca l’ennesima partita a tutto campo, arretrando solo ipoteticamente il raggio d’azione viste le sue capacità difensive più idonee a sostituire De Rossi; recupera un’infinità di palloni e  nella ripresa si mette in mostra con due rifiniture per Destro che risaltano qualità nel lancio corto/lungo che nessuno gli attribuisce. Un gladiatore con spada e anche fioretto.

Florenzi 8 (IL MIGLIORE) – Se giocasse nel Real Madrid o nel Barca, probabilmente la sua prodezza in rovesciata che mette in discesa la gara intorno alla mezz’ora verrebbe immortalata per la creazione della prossima copertina dei migliori giochi simulativi del calcio. Invece Alessandro Florenzi è semplicemente il prodotto del settore giovanile giallorosso, un ragazzo semplice, che in punta di piedi si sta affermando a grandi livelli in serie A diventando forse una pedina insostituibile nello scacchiere di R. Garcia. Magica la rovesciata, magico l’assist per Maicon, magica la dedizione con cui rincorre avversari e attacca a testa bassa su entrambi i lati del campo. Il ragazzo è ormai un Uomo. (dal 78′ Marquinho 5)Entra più per consentire la Standing ovation che per giustificazioni tecniche.

Gervinho 6,5 – Garcia lo ha sempre detto, Gervinho le occasioni se le crea da solo, ed è effettivamente così. Velocità supersonica sia in progressione che con partenza da fermo, accelera, dribbla, perde il pallone per poi riconquistarlo girando intorno agli avversari. Anche oggi fa impazzire mezza retroguardia genoana e nessun tifoso giallorosso si arrabbia per le occasioni divorate sotto porta. La cosa più impressionante dell’ivoriano è che la sua velocità permette ai compagni di servirlo in ogni modo purchè con un lancio più lungo del necessario, visto che a Roma tutti lo sanno, Gervinho è più veloce del pallone.

Totti-Sportcafe24

Pagelle: Francesco Totti, 231 gol in serie A

Totti 7,5 – 231 in serie A, e potremmo anche fermarci quì, non ci sono più parole per l’immagine, il simbolo e l’orgoglio di tutti i tifosi giallorossi. Sarebbe bello capire cosa ci sia nel suo sistema nervoso, intuire cosa scorra nel suo sangue giallorosso, perché sinceramente a memoria d’uomo, a 37 anni è difficile trovare in Europa, un calciatore che offre assistenze ai compagni con ogni parte del corpo e in ogni zona del campo, disegni linee di passaggio degne di Leonardo da Vinci e realizzi con un destro ad incrociare il gol che mette al sicuro il risultato. La giocata ove si libera sul primo controllo alla Kakà in vecchio stile e si guadagna il calcio di punizione con tunnel ai danni del laziale Matuzalem è la gemma per eccellenza di tutta la partita. Diamante, non grezzo.

Garcia 8 – Il voto va al di sopra dell’attuale prestazione in campo offerta dalla Roma contro un modesto Genoa. L’unica cosa che ancora non era stata sottoposta a giudizio del tecnico francese era probabilmente la capacità di gestire il primo black out della stagione, la sconfitta durissima, inflitta dalla Juve campione d’Inverno che avrebbe potuto spegnere illusioni da scudetto e tutti gli entusiasmi fin quì orgogliosamente generati dopo un girone d’andata fantastico, e invece niente da fare, bisogna ancora una volta togliersi il cappello per un allenatore che di vincente sembra avere anche il modo in cui si allaccia un paio di scarpe. Il nuovo Mourinho? No, semplicemente Rudi Garcia.

GENOA

Perin 6 – Più che una partita di pallone gioca una partita ad Arkanoid, celebre gioco vintage in cui con una barra bisognava cercare di respingere una sfera che di continuo ci veniva ribattuta da mattoncini colorati, ebbene si, la sfera impazzita oggi l’hanno indirizzata i calciatori giallorossi concludendo a rete da tutte le parti del campo. Tra reti subite e buoni interventi si è perso sinceramente il conto.

Antonini 5 – A lui e Antonelli il compito sfortunato di cercare di arginare le sortite offensive della coppia Maicon – Florenzi, cerca come può di sopravvivere anche se viene travolto da un treno in corsa quando Gervinho si sposta sulla sua zona di competenza.

Manfredini 5 – E’ il difensore più ordinato tra quelli che schiera in campo Gasperini, il suo problema è che l’attacco senza punti di riferimento giallorosso ha tutto fuorché qualcosa di ordinato. In bambola

Marchese 5 – Il più coriaceo dei tre centrali, prova a mettere il fisico senza grande successo. Si sente l’assenza di Portanova. 

Antonelli 4,5 – Gioca sul versante difensivo più a rischio, sempre in difficoltà nell’arginare Maicon, ancora di più quando Gervinho gli fa venire il mal di testa, palla persa e grande occasione Roma.

Biondini 5 – Anche lui occupa il ruolo di mediano centro sinistro e si sacrifica vanamente in fase di copertura per cercare di non lasciare Antonelli nella morsa di Maicon e Florenzi. Questi ultimi due sono tra i migliori in campo della Roma, qualcosa non è andato per il verso giusto.

Cabral 6 – Esordio tutto sommato dignitoso per l’ex Sunderland, cerca di dare ordine nei pochi possessi offensivi dei grifoni.

Matuzalem 4 – Il tunnel subito dal “giovane” Totti lo manda fuori giri, vive la partita come un derby visto i trascorsi laziali e perde la testa cercando di rincorrere invano tutto il centrocampo giallorosso. Atteggiamento da calcio di periferia, quando subisce il secondo giallo provocando la curva giallorossa e lasciando il Genoa in dieci. Inutile

De Maio 5,5 – Soffre moltissimo le accelerazioni di Gervinho ad inizio gara, tira un sospiro di sollievo quando l’ivoriano come di consueto inverte la posizione del campo. (dal 69′ Vrsaljko 5,5)

Bertolacci 5 – Gasperini gli chiede di sdoppiarsi giocando in copertura in aiuto al centrocampo e in appoggio a Calaiò non appena il Genoa entra in possesso del pallone,  non fa nessuna delle due fasi, evanescente. (dal 62′ Cofie 5) Non cambia di certo l’andamento della gara.

Calaiò 5,5 – Gioca con le spalle appoggiate ad un muro (Benatia), difficile se non impossibile tenere il possesso della sfera per cercare di imbastire qualche ripartenza contro la difesa della Roma, figuriamoci concludere verso la porta di De sanctis. (dal 82’Konatè 5).

Gasperini 5 – Cercare di imitare quanto più possibile il modulo bianconero, questa l’unica mossa del tecnico piemontese per cercare di bloccare la Roma. Inutile sottolineare come la rosa dei grifoni non sia esattamente dello stesso livello di quella di cui dispone Conte.

a cura di

Daniele Maimone

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