Elisa Belotti
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American Hustle: l’apparenza come essenza

Si recita e si cerca di stare a galla. E quelli, ragazzi, erano gli anni ’70…

American Hustle: l’apparenza come essenza
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Christian Bale interpreta Irving Rosenfeld

DELLA VITA E DI ALTRE FINZIONI – Immaginatevi questi individui: un uomo che ogni mattina si appiccica sulla testa capelli non suoi e li sistema con cura sotto il riporto, così da nascondere l’implacabile calvizie che gli domina il cranio; indossa degli occhiali da sole, probabilmente anche quando va alla toilette, e froda “disperati” guadagnandosi, così, da vivere; un’ex ballerina da night club che s’inventa d’esser una nobildonna inglese per attirare clienti nella trappola del di lei complice e cambia nome, e seduce; un agente dell’FBI che si finge cliente sprovveduto e ingenuo e che incastra i due truffatori e li coinvolge in un’operazione finalizzata a incastrare importanti uomini politici e mafiosi; una ragazza madre che attende il marito ogni sera, facendo finta che lui non sia a truffare gente con la sua amante e che quell’amore che li univa, un tempo, esista ancora; e, infine, un bambino che lancia grossi sassi nelle vetrine dei negozi, frantumandole, perché il padre è vetraio ed è in crisi finanziaria. Ora, con tutta l’onestà di cui siete capaci, rispondete a questa domanda: quegli strani energumeni sono davvero così diversi da noi che ci trucchiamo la mattina allo specchio, che ci mettiamo lo smalto e il gel, la cravatta del colore che serve per convincere il cliente che siamo affidabili? Che recitiamo la parte di noi stessi o di qualcuno più affascinante di noi? Fa qualcosa di diverso da noi quel ragazzo che fionda sassi sulle vetrine per cercare di sopravvivere?

«Non dal volto si conosce l’uomo, ma dalla maschera.» scriveva Karen Blixen (che, peraltro, si chiamava Karen Dinesen, ma pubblicò opere anche con altri pseudonimi: Isak Dinesen, Tania Blixen, Pierre Adrèzel, Osceola. Cinque nomi, cinque maschere).

“IL LATO POSITIVO” DEL KITSCH – Proprio questi sono i personaggi del film di David O. Russell. Siamo negli anni ’70, e i destini di un truffatore finanziario di nome Irving Rosenfeld (un Christian Bale XXL), della sua erotica complice Sydney Prosser (Amy Adams) e dell’agente federale DiMaso (Bradley Cooper dai piccoli ricci che non sempre convince e in qualche scena è fastidioso) si intrecciano. Se la sceneggiatura originale (American Bullshit) era entrata nel 2010 nella classifica delle 10 migliori sceneggiature non prodotte, ci pensa Russell a renderla gloriosa. La visione di questo film è così squisitamente kitsch con quelle sue mode anni settanta che può solo piacere tremendamente o infastidire fino alla nausea.

I protagonisti di American Hustle

I protagonisti di American Hustle

Dire che il cast è da Oscar risulta una banalità alla quale non ci sottrarremo. Accanto agli attori già citati, compare nel ruolo della moglie di Rosenfeld, radiosa, bella, brava e buffa (come sempre) Jennifer Lawrence. Russell, in verità, aveva già lavorato con le due coppie di attori nei suoi ultimi successi: Christian Bale e Amy Adams nel drammatico The Fighter (2010), Bradley Cooper e Jennifer Lawrence nel fortunato Il lato positivo – Silver Linings Playbook (2012) che è valso alla giovane attrice l’Oscar e il Golden Globe. Ma, e qui Russell ha fatto il tracotante, se non bastano questi nomi ecco spuntare, quando uno nemmeno più ci spera, un De Niro mafioso e inquietante (anche lui già comparso nel film precedente, dove interpreta il padre di Cooper).Un cammeo di poco conto, ma De Niro è sempre De Niro, anche se è ancora impresso nella memoria, inarrivabile, quel Vito Corleone («Baciamo le mani Don Ciccio. Si benedica.»).

LASCIATEVI TRUFFARE – Innumerevoli le nomination ai Golden Globe (il prossimo 12 gennaio) per questo film tutto inganno che – le contraddizioni della vita – è tratto da una storia vera. Insomma, attori che fingono di essere persone che fingono di essere altre persone per truffare altre persone che stanno fingendo di essere altre persone (la ricorsività della lingua, che meraviglia!). Una matrioska di maschere e inganni come solo al cinema e nella vita se ne trovano, ma entrambi, perché l’inganno si compia, hanno bisogno di voi: su la maschera! Interpretate la vostra parte e lasciatevi ingannare. Questo è un consiglio, ma voi fate quel che vi pare, in fondo…

«Le persone credono a quello a cui vogliono credere!» ci ricorda Bale, o era qualcun altro?

Elisa Belotti

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