Luca Porfido
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Metodo Stamina: tra accuse e difese la tempesta perfetta

Continua la bufera sul caso Stamina. Il Ministro Lorenzin: "Ogni giorno emergono elementi inquietanti". Intanto Vannoni continua la difesa del suo metodo

Metodo Stamina: tra accuse e difese la tempesta perfetta
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Bufera sul metodo Stamina di Vannoni

Bufera sul metodo Stamina di Vannoni

Ci sono discussioni che hanno vita breve, altre, invece, durano settimane, mesi e, come nel caso del metodo Stamina, anni.
Quando si ha a che fare con la salute, specialmente con malattie rare, degenerative e con poche cure conosciute, l’essere umano tende, giustamente si potrebbe empaticamente dire, ad appigliarsi a tutto pur di difendere la sua vita e soprattutto quella dei propri cari (spesse volte figli). La cura della salute, però, non può prescindere nel 2014 da solide basi scientifiche e il metodo Stamina ne sembra sempre più privo.

NUOVI PARTICOLARI – Al romanzo di Vannoni si va ad aggiungere un nuovo capitolo. Il Comitato Scientifico del Ministero della Salute ha rilasciato una nuova documentazione secondo la quale la dose di cellule staminali mesenchimali indicate nel protocollo Vannoni è adatta ai topi ma non di certo ad un essere umano. Per fare un esempio: nei trapianti cellulari umani si parla di circa 2 milioni di cellule per KG, mentre per il metodo Stamina si arriverebbe a 2 milioni in totale. In più non è stata rilevata nessuna differenziazione delle cellule staminali in neuroni, senza parlare poi dell’assenza di tutti i controlli di sicurezza onde evitare sviluppo di microrganismi patogeni (che causano infezioni ndr.)

VANNONI SI DIFENDE – Vannoni però non ci sta e dichiara che “Il nostro metodo è molto particolare e il fatto che siano considerate dosi da topo è da discutere, dipende dalla tipologia delle cellule”.
Il Ministro della Salute Lorenzin replica” Mi preoccupano moltissimo i risvolti giudiziari: ogni giorno emergono elementi inquietanti e uso questo aggettivo perché sto parlando da ministro, altrimenti utilizzerei altri aggettivi. Noi avevamo già istituito un comitato scientifico che aveva bocciato Stamina, decidendo che il metodo che ci avevano consegnato non aveva alcuna  valenza scientifica e che è pericoloso per i pazienti”. Continua poi:“Dopodiché, è stato fatto un ricorso al Tar, Stamina Foundation ha vinto questo ricorso e ci stiamo attenendo alla legge istituendo un nuovo Comitato che dovrà dare una nuova valutazione”.

POSSIBILE TRUFFA – Particolari ancora più discutibili, soprattutto a livello economico, arrivano dalle varie testimonianze di persone che accusano Vannoni di farsi pagare molto profumatamente, insinuando quindi una sorta di speculazione sulla pelle dei malati. Ultima quella della vedova di un malato: ”Ci hanno messo davanti questo foglio, l’ho tenuto. Prelievo midollo 2000 euro, preparazione cellule 27 mila euro, 8000 euro a iniezione, 2500 euro per la crioconservazione. Ma la verità è che abbiamo pagato molto di più, ovvero oltre 50 mila euro”.  In più, secondo quanto detto dalla signora, a suo marito erano stati dati circa 9 anni di vita, mentre dopo essersi sottoposto al metodo di Vannoni è morto dopo 5 anni (qui però bisognerebbe accertare bene le cause)
Un’indagine della procura di Torino ha gettato altra benzina sul fuoco affermando che tra gli effetti della cura potrebbero derivare infezioni virali e anche insorgenza di tumori. Inoltre il sospetto della presenza del siero fetale bovino (forse presente nelle infusioni) potrebbe causare danni neurologici e altri effetti che potrebbero sopraggiungere col passare del tempo.

La sensazione è che la storia sia lungi dall’arrivare alla fine, d’altra parte non si può non ascoltare anche quei genitori che, contrariamente ai fatti sopracitati, hanno dichiarato di vedere netti miglioramenti nella situazione dei loro figli.
La salute è un diritto inalienabile, ma agire seguendo le determinate precauzioni non è una persecuzione nei confronti della Stamina Foundation o verso Vannoni steso, o un cavillo giudiziario, è una coerenza e una forma di rispetto e tutela che tutti dovrebbero avere nei confronti dello stato di malattia di una persona.

Luca Porfido

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