Antonio Casu
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Cagliari-Juventus ed il primo scudetto di Conte | Storie di Sport

I bianconeri espugnano il Rocco di Trieste e conquistano il ventottesimo titolo. Era il 6 maggio 2012

Cagliari-Juventus ed il primo scudetto di Conte | Storie di Sport
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6 maggio 2012, stadio Nereo Rocco di Trieste: la Juventus sconfigge con un secco 0-2 il Cagliari e si assicura il ventottesimo scudetto della sua storia con una giornata d’anticipo. Un titolo dai mille significati, punto di svolta del calcio italiano degli ultimi tre anni: i bianconeri si aggiudicano il primo campionato post-Calciopoli, Antonio Conte si consacra come uno dei migliori tecnici italiani, solleva la sua prima coppa da allenatore e inizia da qui un dominio nazionale che, un campionato e mezzo dopo, continua ancora. Tifosi in delirio: per loro è lo scudetto della terza stella. Se la tatuano nel cuore, con orgoglio.

INVICTI – La Juventus vinse meritatamente quel campionato, chiudendo il torneo da imbattuta: 38 partite, 38 risultati utili. L’impresa era riuscita in passato solo al Perugia di Castagner nel 1978-79, e al Milan di Capello nel 1991-92. Nonostante ciò, il primo posto fu in bilico fino alla penultima giornata, con il Milan secondo ad un solo punto impegnata nel derby contro l’Inter.

IL TEATRO DEGLI ORRORI – La partita si giocò in campo neutro, ma ufficialmente i padroni di casa erano i rossoblu. il Cagliari aveva iniziato da un mese circa il suo triste esilio dalla terra sarda, e scelse il Rocco come nuova casa. Un’abitazione surreale nell’inospitalità di quel giorno: gli spalti, gremiti, pullulavano di tifosi “ospiti”, i supporters cagliaritani erano in netta minoranza. La Curva Sud dello Stadium juventino si era trasferito, per un giorno, in Friuli.

Mirko Vucinic trafigge Agazzi

Mirko Vucinic trafigge Agazzi

UN’ALTALENA DI EMOZIONI – L’Inter, la squadra più odiata dai tifosi bianconeri, diventò insolita alleata in quella giornata strana. Solo un risultato positivo della squadra di Stramaccioni avrebbe consegnato il titolo ai piemontesi. Le due partite si giocarono in contemporanea, alle 20,45: il Milan andò sotto quasi subito, colpito da Milito, la Juventus indirizzò a sua volta l’incontro dopo pochi minuti, grazie ad un gol di Mirko Vucinic. Antonio Conte, leader carismatico di un gruppo roccioso, segue i due incontri con trepidazione: gli occhi puntati sui suoi condottieri, le orecchie a Milano, con le radioline in panchina a raccontare l’incredibile partita di San Siro. Una girandola di emozioni da cardiopalma. Pareggio e vantaggio rossonero a cavallo tra i due tempi, firmati da Ibrahimovic, proprio nel momento in cui i bianconeri soffrono un Cagliari orgoglioso, trascinato da Pinilla e Nainggolan. Tutto sembra essere deciso, lo scudetto si deciderà la domenica successiva. E invece non fu così.

ESPLODE L’ENTUSIASMO – La Juventus non muore mai e alla metà del secondo tempo arriva la svolta. Cross in mezzo all’area sarda, Canini interviene in modo sfortunato e insacca nella sua porta. 0-2, la partita è chiusa, ma il campionato non ancora. Dopo pochi minuti però esplode l’entusiasmo: raddoppio e tris dell’Inter, Milito punisce per altre due volte il Milan, portando i nerazzurri sul 3-2. Il destino di quel titolo si delinea, la Juventus sta per diventare campione d’Italia. Il 4-2 di Maicon, che segna una rete meravigliosa dai trenta metri, non è altro che la ciliegina sulla torta: il Milan è al tappetto, i bianconeri volano sulle ali dell’entusiasmo e vincono il campionato. Al triplice fischio di Orsato i tifosi juventini invadono il Rocco di Trieste. Si sentono a casa, sentono di aver conquistato la terza stella. Inizia qui la storia della squadra più vincente degli ultimi anni del calcio italiano.

Antonio Casu

@antoniocasu_

 

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