Davide Luciani
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Matri, l’eterno dilemma del precario

Il Milan valuta una cessione di Matri, attaccante sempre messo in discussione, e in competizione perenne per un posto al sole

Matri, l’eterno dilemma del precario
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Matri e il Milan: una storia d’amore mai sbocciata. Questo potrebbe essere il titolo di un servizio che racconti la travagliata storia dell’attaccante rossonero con la squadra dove è cresciuto. Estendendo, però, il discorso più in generale, è da quando Matri gioca a calcio che viene messo in discussione. E’ accaduto al Cagliari, alla Juve e ora al Milan. Eppure, tolti questi primi sei mesi in rossonero, veramente negativi, i gol li ha sempre fatti.

ESORDIO E ADDIO – Il debutto di Matri in rossonero è datato 24 maggio 2003, nella sconfitta per 4-2 contro il Piacenza. Era l’ultima partita di campionato e, Ancelotti, che si apprestava a disputare la vittoriosa finale di Champions contro la Juventus, lanciò in avanti l’inedita coppia Matri-Piccolo. Di Piccolo si sono perse poi le tracce (ora gioca in D, nella Pro Piacenza), Matri, invece dall’estate del 2003 a quella del 2007 ha girato quattro squadre, partendo dal Prato (C1) e arrivando al Cagliari dopo essere passato per Lumezzane e Rimini.

Alessandro Matri con la maglia del Cagliari

Alessandro Matri con la maglia del Cagliari

DUALISMO CON ACQUAFRESCA – In Sardegna è iniziato il primo dualismo del precario Matri. Il Cagliari, quell’estate opera una vera e propria rivoluzione in attacco vendendo il suo tridente della meraviglie dell’epoca in blocco. Suazo va all’Inter, Langella all’Atalanta ed Esposito alla Roma. Per sostituirli arrivano Acquafresca e Matri e inizia il dualismo tra i due per il ruolo di spalla di Jeda. Alla fine a spuntarla è Acquafresca che con l’avvento di Ballardini (terzo allenatore stagionale dopo Giampaolo e Sonetti) chiude in pompa magna la stagione siglando 10 reti. La sfida con l’attuale attaccante del Bologna si protrae anche l’anno dopo, quando sulla panchina dei sardi si siede (guarda un po’) Massimiliano Allegri. Acquafresca titolare (14 reti a fine campionato), Matri riserva, pronta a subentrare e a colpire a gara in corso. Alla fine i gol dell’attuale attaccante del Milan saranno 6.

LA JUVE E LA BREVE LUNA DI MIELE – Con la cessione di Acquafresca al Genoa la stagione successiva, arriva finalmente l’opportunità per imporsi in Sardegna, opportunità che Matri non si fa sfuggire siglando 24 reti in un anno e mezzo. Nel gennaio 2011 arriva la chiamata della Juventus che deve sostituire l’infortunato Quagliarella. Marotta prende Matri in prestito oneroso a 2.5 milioni di euro con riscatto fissato a 15.5. E’ la scalcinata Juve di Del Neri che chiuderà fuori dall’Europa con un impietoso settimo posto, ma Matri il suo lo fa eccome: 9 reti in 16 presenze nei primi 6 mesi in bianconero.

Alessandro Matri con la maglia della Juventus

Alessandro Matri ai tempi della Juventus

PRIMI MUGUGNI – Con l’avvento di Conte, però, tutto viene rimesso in discussione. Matri, come Vucinic e gli altri compagni di reparto, è chiamato a compiere anche un lavoro pressante in fase di copertura. Questo fa perdere lucidità agli attaccanti in fase conclusiva e i tifosi, nonostante lo scudetto vinto da imbattuti, iniziano ad invocare il famigerato top player. Matri risulta comunque il capocannoniere della Juventus con 10 reti e, anche l’anno dopo, nonostante non sia titolare (Conte gli preferisce prima Giovinco e poi Quagliarella), mette a segno 8 reti.

RITORNO AMARO – Quest’anno con l’arrivo di Llorente e Tevez il reparto offensivo andava sfoltito, e, tra gli attaccanti bianconeri, è stato ceduto Matri, l’eterno precario. Il suo ritorno al Milan, su  espressa richiesta di Allegri, sembrava il preludio ad una storia d’amore a lieto fine, invece, sono iniziati i problemi. Matri non ne ha imbroccata una e la cifra investita dal Milan per prenderlo (11 milioni di euro) è diventata materia di discussione da bar e non solo. A sfavorire il numero 9 rossonero sono stati i cronici problemi in fase d’impostazione della manovra da parte del Milan e i continui cambi di modulo. Alla fine Matri ha finito per intristirsi, sbagliando di tutto e, nonostante la fiducia iniziale di Allegri, è finito in panchina.

FIRENZE, LAZIO O SAMP PER RINASCERE – Il destino di Matri al Milan sembra quindi segnato. Con l’arrivo di Honda e il ritorno a pieno ritmo di Pazzini gli spazi per lui potrebbero ulteriormente ridursi. Per questo Galliani valuta una sua cessione in prestito. Le candidate a prenderlo sono la Fiorentina, alla ricerca di un attaccante dopo gli infortuni di Rossi e Gomez, la Lazio o la Sampdoria. Matri spera di trovare anzitutto una società che gli dia fiducia incondizionata e lo metta al centro del suo progetto, anche per provare a giocarsi le (poche) chanche mondiali. Dopo toccherà a lui dimostrare, a suon di gol, che non è bello essere sempre messi in discussione.

Davide Luciani

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